{"id":712,"date":"1992-08-15T15:24:55","date_gmt":"1992-08-15T15:24:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/?p=712"},"modified":"1992-08-15T15:24:55","modified_gmt":"1992-08-15T15:24:55","slug":"1992-fedelta-al-5-agosto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/?p=712","title":{"rendered":"1992 &#8211; Fedelt\u00e0 al 5 agosto"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<strong>Mercoled\u00ec 5 agosto 1992: <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>25\u00b0 anno della Cappella Madonna dei Ghiacciai e 150\u00b0 della conquista della Signalkuppe ora Punta Gnifetti (4559 m) il 9 agosto 1842, su cui sorge ora Capanna Margherita.<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>Ancora una volta \u00e8 stata giornata splendida che ha favorito la partecipazione pi\u00f9 <a href=\"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Locandina.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-1110\" title=\"Locandina\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Locandina-217x300.png\" width=\"217\" height=\"300\" \/><\/a>affollata di questi venticinque anni: anche le funivie \u201cMonrosa\u201d hanno avvertito l\u2019ondata eccezionale, quasi inesauribile che ha reso il ghiacciaio di Indren e del Garstelet vivo dalle 8.00 alle 13.00 di una silenziosa, religiosa processione che puntava alla chiesetta che \u00e9 diventata quasi il cuore di questo immenso, solenne Monte Rosa, il sacrario di tutti i suoi Caduti, di tutti i suoi grandi innamorati e figli delle sue valli. Alle ore 12.00 la cappella \u00e8 avvolta dal pi\u00f9 ampio e forte abbraccio di amici che mai abbia ricevuto. Sul piccolo balcone a sud sono radunati <strong>ventiquattro cantori del coro alpino \u201cVarade\u201d di Varallo Sesia<\/strong>, diretti da <strong>Romano Beggino<\/strong>, cantano per il loro \u201cClaudione\u201d (<strong>Claudio Spina<\/strong>) e per tutti i Caduti e Amici del Monte Rosa. Di fronte alla cappella, sulla pietrosa terrazza che corre a sud-ovest verso Capanna Gnifetti \u00e8 collocato l\u2019altare: al centro <strong>mons. Luigi Bettazzi vescovo di Ivrea<\/strong> (qui per la quarta volta: 1967, 1987, 1990, 1992) accanto a lui il suo diacono Giovanni Sanna e i sacerdoti don Piero Bianco e don Giuseppe Capra di Torino, don Albino De Martini di Lombriasco, don Aldo Sarotto di Biella, don Pierangelo Cerutti di Borgomanero, don Millo Segafredo di Trino, don Luciano Ghirardo di San Benigno Canavese, don Cesare Cottini e il maestro <strong>don Domenico Machetta<\/strong> con la sua giovanissima \u201cFraternit\u00e0 di Nazareth\u201d: esegue la messa per coro di montagna da lui composta venticinque anni fa per l\u2019inaugurazione della cappella.\u00a0Tutt\u2019attorno la fittissima schiera di alpinisti di ogni grado e valore: dai past-presidenti generali del Club Alpino Italiano Leonardo Bramanti e Giacomo Priotto, a Roberto Clemente presidente del CAI di Verbania, a Ferruccio Ferrario del CAI di Baveno, al Dr Giancarlo Boccagni Ispettore forestale della provincia di Vercelli, alle guide alpine e membri del CNSA Roldano Sperandio e Silvio Mondinelli di Alagna, che oggi hanno accompagnato qui il vescovo e domani lo guideranno a punta Gnifetti e Capanna Margherita; \u00e8 presente la guida Enrico Chiara per 26 anni direttore di questo rifugio; la guida Bruno B\u00e9thaz rappresenta anche il C.A.I. di Aosta e onora la memoria di suo fratello Piero.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Punte-Monte-Rosa3.png\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-1325\" title=\"Punte Monte Rosa\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Punte-Monte-Rosa3-300x266.png\" width=\"354\" height=\"313\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>La sezione del CAI di Varallo<\/strong> \u00e8 rappresentata da Franco Erbetta, Guido Fuselli, Agostino Negra e numerosi soci fa gli onori di casa e avvia la celebrazione attraverso la parola <strong>del suo presidente Mario Soster<\/strong>: <em>\u00abA nome del comitato promotore di <strong>\u201cMonte Rosa 1992\u201d<\/strong> vi do il benvenuto a questa manifestazione inserita nel suo calendario. Nel 1967, anno di fondazione di questa chiesetta, il CAI di Varallo festeggiava il suo primo secolo di vita; un secolo fecondo di opere di cui \u00e8 testimone\u00a0anche il rifugio qui vicino a noi dedicato a <strong>don Giovanni Gnifetti<\/strong> <strong>che proprio in giorni come questi di centocinquant\u2019anni fa<\/strong> passava su queste nude rocce <strong>diretto alla<\/strong><\/em><strong> conquista della sua Signalkuppe<\/strong>, allora inviolata vetta del Monte Rosa, <strong>che prender\u00e0 il nome di Punta Gnifetti<\/strong>.<em><strong> <\/strong><\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Capanna-Gnifetti-50-anni-dopo.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-1929\" title=\"Capanna Gnifetti 50 anni dopo\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Capanna-Gnifetti-50-anni-dopo-220x300.png\" width=\"220\" height=\"300\" \/><\/a><em><strong>Questa chiesetta oggi raggiunge il suo primo quarto di secolo di vita<\/strong>, mentre. <strong>la sezione del C.A.I. di Varallo, anch\u2019essa ne aggiunge un altro ai<\/strong><strong> quattro che gi\u00e0 aveva<\/strong>. E come allora avevamo approvato e sostenuto l\u2019iniziativa, un anno dopo anno, fino ad oggi abbiamo\u00a0registrato il ripetersi di riti toccanti, tendenti a riportarci alla memoria figure care che lasciano un traccia incancellabile in coloro che con quelle vite hanno convissuto. Siamo grati a Mons. Bettazzi, a don Capra e a tutti coloro che con la loro devozione ci permettono anno dopo anno di fermare per un giorno la nostra frenetica<\/em><em> attivit\u00e0, di unirci quass\u00f9 al cospetto di queste alte vette a meditare sulla fragilit\u00e0 e piccolezza del nostro essere e permetterci di ritornare a valle migliorati, in pace con noi stessi e con gli altri\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/2-Don-Giovanni-Gnifetti5.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1930\" title=\"2 Don Giovanni Gnifetti\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/2-Don-Giovanni-Gnifetti5-193x300.png\" width=\"193\" height=\"300\" \/><\/a><strong>Don Giovanni Gnifetti<\/strong>, nato il 02-04-1801 ad Alagna e morto il 20-10-1867 a Saint Etienne mentre visitava emigrati alagnesi nella regione di Lione. Don Gnifetti viaggiava molto, ritornato ad Alagna nel 1867 se ne allontan\u00f2 quasi subito per intraprendere il pi\u00f9 lungo viaggio della sua vita e, purtroppo, anche l&#8217;ultimo.<br \/>\nUn buon numero di alagnesi residenti a Lione, a Saint-Etienne ed in altre localit\u00e0 francesi meta di emigrazione, avevano pen\u00adsato di fare una gradita sorpresa al lo\u00adro parroco offrendogli, attraverso una sottoscrizione, i mezzi per recarsi a vi\u00adsitare l&#8217;esposizione universale di Pari\u00adgi. Il Gnifetti accett\u00f2 di buon grado l&#8217;invito e si mise in viagg\u00eco il 7 ottobre 1867. Passata la giornata del 10 tra i suoi parrocchiani residenti a Lione, ri\u00adpart\u00ec la mattina seguente per Saint Etienne. Ma nel giungere in questa citt\u00e0, riferisce il Farinetti, &#8220;fu colto dai primi sintomi della malattia, che in me\u00adno di dieci giorni, non ostante tutte le cure prodigategli, lo trasse alla tom\u00adba. L\u00e0 morte lo colse il 20 ottobre 1867, alle due e tre quarti del pome\u00adriggio, nella casa di Giovanni Malber, un emigrato alagnese che l&#8217;aveva ospi\u00adtato nel suo fatale soggiorno a Saint\u00adEtienne. La salma venne inumata nel cimitero della citt\u00e0 francese, in un set\u00adtore riservato ai sacerdoti cattolici, e le sue ceneri sarebbero tornate al villag\u00adgio natale solo cento anni dopo. Le esequie solenni furono celebrate ad Alagna il 13 novembre 1867.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Busto-Gnifetti1.png\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-1931\" title=\"Busto Gnifetti\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Busto-Gnifetti1-300x224.png\" width=\"385\" height=\"287\" \/><\/a><\/p>\n<p>In occasione del centenario della scomparsa, su iniziativa del Club Alpino Italiano e grazie all&#8217;interessamento della &#8220;Mission Catholique Italienne&#8221; di Saint Etienne, i resti mortali del Gnifetti vennero identificati e riportati in patria e tumulati nel luglio 1967 sulla punta da lui conquistata nel 1842 e che porta oggi il suo nome.<br \/>\nChe il desiderio di meglio conoscere e far conoscere le bellezze naturali dell&#8217;Alta Valsesia sia stato uno dei motivi che spinsero il Gnifetti a salire il Rosa \u00e8 indubbiamente vero, ma non fu evidentemente l&#8217;unico motivo. Della propria vocazione alpinistica e delle ragioni che lo indussero a intraprendere le sue ascensioni ci parla lo stesso Gnifetti in una pagina tra le pi\u00f9 note e pi\u00f9 spesso citate del suo libro <em><strong>\u201cGiovanni Gnifetti e la conquista della Signalkuppe\u201d<\/strong><\/em>:<a href=\"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Libro-nozioni-topografiche.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-1932\" title=\"Libro nozioni topografiche\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Libro-nozioni-topografiche-232x300.png\" width=\"232\" height=\"300\" \/><\/a><br \/>\n<em>\u00abNon per motivo di studiare botanica, mineralogia e geologia, n\u00e9 collo scopo di fisiche osservazioni (che di tali scienze mi \u00e8 forza dichiararmi poco istrutto), io ho sempre prediletto con particolare passione le torreggianti vette dei monti; ma per sola naturale vaghezza di contemplare pi\u00f9 davvicino la magnificenza delle opere del Sommo Creatore; poich\u00e9 gli effetti e le meraviglie della sua potenza divina non si presentavano a mio credere in un modo pi\u00f9 distinto e sublime, quanto dalle sommit\u00e0 di quelle rocce scabre e da quelle colossali piramidi della natura, sovra le quali assiso l&#8217;uomo favorito da un cielo splendido e sereno, misura coll&#8217;occhio un orizzonte senza confine.<\/em><br \/>\n<em> L&#8217;arrampicarmi dunque sur le pendici che cingono Alagna, mio paese nativo, fu un caro mio diletto sino dai miei anni pi\u00f9 verdi, e d&#8217;allora io invidiava la fortuna di quei miei compaesani, che prima di me avessero riuscito sormontare qualche eminente cima, e superato un passaggio aspro e rovinoso, e me ne gloriava qualora prima di ogni altro mi fosse avvenuto di averne vinto dei pi\u00f9 discoscesi e difficili\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A pag. 43 del libro <strong>&#8220;La Madonna dei Ghiacciai&#8221;<\/strong> pubblicato per il 40\u00b0 anno di vita della Cappellina, si legge: <em>\u00abDopo la proclamazione della parola di Dio mons. Bettazzi sottolinea, lascia come omelia, due pensieri: la Madonna \u00e8 presentata come: <strong>1)<\/strong> modello di fede: &#8220;Credere che Dio ci ama e che tutto quello che ci chiede, anche <a href=\"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Celebrazione2.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-1146\" title=\"Celebrazione\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Celebrazione2-233x300.png\" width=\"233\" height=\"300\" \/><\/a>il sacrificio, la croce non \u00e8 privo del suo amore che ci chiama alla felicit\u00e0&#8221;; <strong>2)<\/strong> modello di solidariet\u00e0: &#8220;\u2026Corse in fretta sulla montagna\u201d; corse a dare il suo servizio alla parente Elisabetta; corse cantando i valori che credeva, i valori che tengono: <strong>3)<\/strong> non l\u2019orgoglio, non il dominio, non la ricchezza ad ogni costo &#8230; perch\u00e9 il Signore disperde i superbi nei pensieri del loro cuore, rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili, rimanda i ricchi a mani vuote e sazia di beni gli affamati&#8230;\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ed ecco il momento pi\u00f9 toccante della celebrazione: le tredici fiaccole vengono recate e sollevate sull\u2019altare, riposte nelle mani del vescovo mentre sono pronunciati i nomi e i profili spirituali. La prima fiaccola e di <strong>Giuliano Penna<\/strong> di 47 anni; la seconda \u00e8 di <strong>Andrea Ladini<\/strong> di 23 anni; la terza \u00e8 di <strong>Roland Paulik<\/strong> di 55 anni di Dresda; la quarta \u00e8 per<strong> Nicola Massara<\/strong> di 18 anni; la quinta \u00e8 di <strong>Saverio Occhi<\/strong> di 27 anni, caduto sul Lyskamm Occidentale il 17.05.92, sono presenti i genitori, Rosolino e Mara, le sorelle Martina e Laura, i1 cognato Martino, gli zii Rita e Piero; la sesta \u00e8 di <strong>Giampiero Cemin<\/strong> 30 anni, di Predazzo, aspirante guida alpina, caduto sul Breithorn, recano la fiaccola gli amici Ernesto Sottoriva e Claudio Casonato del Corpo Forestale; la settima fiaccola \u00e8 di <strong>Pinuccio Dalberto<\/strong>, 32 anni, istruttore di sci-alpinismo del C A I e C.N.S.A. di Varallo, caduto sul Mont Dolent il 17.05. 92, \u00e8 presente la sorella Isa e molti amici; l\u2019ottava \u00e8 per <strong>Imma Giannattasio<\/strong> di 44 anni, travolta da slavina al Monte Carro il 16.02.92, la fiaccola \u00e8 recata dal marito Martino Moretti, guida alpina; la nona \u00e8 per <strong>Claudio Spina<\/strong> socio C.A.I. e A.I.D.O, sono presenti, il fratello Marco, i cugini Maria Grazia, Paolo, Anna e tantissimi suoi amici, tra cui i ventiquattro del <strong>Coro \u201cVarade\u201d<\/strong>; la decima fiaccola, \u00e8 di<strong> Flavio Maiandi<\/strong> anni 60, \u00e8 recata dal fratello Luciano; l\u2019undicesima fiaccola \u00e8 di <strong>Elvio Piga<\/strong> di 43 anni travolto da slavina il 09.12.90, Vice Capo Stazione di Coggiola Viera del C.N.S.A.; la dodicesima \u00e8 di <strong>Amedeo<\/strong><strong> Massarenti<\/strong> caduto sullo spigolo Chiara del Monte Piglim\u00f2 il 19.11.78 a 35 anni.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/1-Mons.-Bettazzi3.png\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1790\" title=\"1 Mons. Bettazzi\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/1-Mons.-Bettazzi3-300x241.png\" width=\"300\" height=\"241\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<dl class=\"wp-caption aligncenter\" id=\"attachment_1142\" style=\"width: 377px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/2-Coro-Varade1.png\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-1142\" title=\"2 Coro Varade\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/2-Coro-Varade1-300x199.png\" width=\"367\" height=\"243\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Coro alpino \u201cVARADE\u201d diretti da Romano Reggin<\/dd>\n<\/dl>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Claudio-Spina.png\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-1148\" title=\"Claudio Spina\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Claudio-Spina-206x300.png\" width=\"206\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Claudio Spina,<\/strong> nato il 06\/08\/1953 a Torino, morto il 25-01-1992 a Pavia. Socio del C.A.I. e A.I.D.O.<br \/>\n<em>\u201cL&#8217;amicizia per lui, con la fede nel Signore, era la sola ragione di vita. Affettuoso, leale, sereno, sempre disponibile ad aiutare a capire, a partecipare, a vivere la sua semplice e sana filosofia di vita; sempre pronto all&#8217;allegria, ma anche schivo, serio, rispettoso e deferente di fronte ai propri doveri\u201d.<\/em><br \/>\nDomani 6 agosto avrebbe compiuto 1 suoi 39 anni.\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec 5 agosto 1992: &nbsp; 25\u00b0 anno della Cappella Madonna dei Ghiacciai e 150\u00b0 della conquista della Signalkuppe ora Punta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1110,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-712","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-la-nostra-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/712","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=712"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/712\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=712"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=712"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=712"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}