{"id":5206,"date":"2013-09-30T11:59:31","date_gmt":"2013-09-30T09:59:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/?p=5206"},"modified":"2013-09-30T11:59:31","modified_gmt":"2013-09-30T09:59:31","slug":"caduti-2013","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/?p=5206","title":{"rendered":"Caduti 2013"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t[vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5209&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Roberto Carmagnola-Vietti&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]43 anni di Borgosesia, elettricista di professione e alpinista per passione, tanto da prestare servizio nella sezione locale del Soccorso Alpino.<\/p>\n<p>Precipitato per un centinaio di metri il 10 agosto 2013 mentre tentava di raggiungere la Punta Dufour a 4.636 metri su un versante del ghiacciaio del Grenz, nella valle di Zermatt, un imponente anfiteatro naturale delimitato dalle punte Dufour, Zumstein, Gnifetti e Lyskamm nel cuore del massiccio del Rosa.<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo ricorda la sorella Luisa:<\/p>\n<p><em>\u00abDescrivere in queste righe Roberto, figlio, fratello, amico e compagno di tante emozioni, non \u00e8 cosa da poco. Robi era colui che trovava un valido motivo per vivere al meglio ogni giorno e, se non c\u2019era, lo creava con l\u2019immaginazione\u2026quel tanto che bastava per trasformarlo in realt\u00e0. Credeva in s\u00e9 e non dimenticava di credere negli altri. Attento, deciso, disponibile, riservato, sensibile, entusiasta e tenace, tendeva la mano a tutti con cuore ed allegria. Amava la montagna perch\u00e9 vivendola ne scopriva i suoi valori morali per poi metterli in pratica.<\/em><br \/>\n<em>Ogni vita, Robi, serve a qualcosa indipendentemente dalla sua durata e dalla sua conclusione e tu con le tue parole, fatti, silenzi, sorrisi e la tua vita, hai dato tanto a noi!<\/em><\/p>\n<p><em>Sei partito per un lungo viaggio non per lasciarci, ma per scalare le pi\u00f9 alte vette e diventare un angelo per restare qui in noi e tra noi!\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>Ciao Robi!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>E ancora la sorella Luisa, in un immaginario dialogo in prima persona:<\/p>\n<p><em>\u00abIl mio zaino e le mie scalate, non sono solo carichi di materiali e di viveri: dentro ci sono la mia educazione, i miei valori, i miei affetti, i miei ricordi, il mio carattere. In montagna non porto il meglio di me stesso, porto me stesso, nel bene e nel male. <\/em><\/p>\n<p><em>La montagna insegna che non bisogna vivere con la paura di morire, ma con la gioia di vivere di entusiasmo ed amore e che, cadendo, non si perde la gloria di essere saliti\u2026 perch\u00e9 nella vita non si fa nulla di grande senza tutto questo!\u00bb<\/em>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5212&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Aldo Bergamini&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]Nato a Milano il 26 dicembre 1956,\u00a0 caduto mentre tentava di raggiungere la Cresta Rey alla Cima Dufour a 4.300 metri il 10 agosto 2013.<\/p>\n<p>Alpinista e sci-alpinista provetto e capace aveva salito 41 cime di 4000 metri oltre ad innumerevoli vette alpine, iniziato a questa passione dal pap\u00e0 Ugo e condividendo le gite con i fratelli e gli amici pi\u00f9 cari. Da un anno era rimasto vedovo di Pina, mancata per un tumore osseo, e la montagna era diventata anche un modo per avvicinarsi a lei.<\/p>\n<p>Ha lasciato due figli che lo hanno ricordato cos\u00ec al suo funerale:<\/p>\n<p><em>\u00abQuello che vogliamo condividere con voi oggi \u00e8 ci\u00f2 che la montagna significa per pap\u00e0: reciproca fiducia, affidarsi totalmente ad un\u2019altra persona, un Amico, un Fratello, non solamente un compagno di cordata. Fatica, uno sforzo che non sia fine a se stesso, ma che riesca a dare un gusto nuovo al raggiungimento della meta e alla contemplazione dell\u2019immensit\u00e0 da cui si \u00e8 circondati. Gioia, quella che scaturisce dagli occhi di chi vive questa passione. Serenit\u00e0, cercata soprattutto in quest\u2019ultimo anno, e tranquillit\u00e0 sicuramente trovata nella quiete delle cime. Preghiera, meditata durante la salita, cantata sulla vetta e sussurrata lungo la strada del ritorno. <\/em><em>Tanti sentieri percorsi per trovare il silenzio e ritrovare il Padre.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cMolte sono le strade che portano a Dio, una di esse passa per la montagna\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>(Reinhold Stecher, vescovo di Innsbruck \u2013 da \u201cIl messaggio delle\u00a0 montagne\u201d)<em>\u00a0Sofia e Luca<\/em><\/p>\n<p>Dall\u2019omelia funebre dell\u2019amico sacerdote don Sergio:<\/p>\n<p><em>\u00abLa montagna \u00e8 stata la sua grande passione. Alcuni questo non lo comprendono, eppure la montagna \u00e8 stata una grande scuola di vita frequentata anche da personaggi che nella Chiesa hanno rivestito un ruolo importante: papa Pio XI, il beato Piergiorgio Frassati, Giovanni Paolo II, il cardinale Carlo Maria Martini&#8230;Ma la montagna era un luogo importante per Ges\u00f9, per dialogare con il Padre e per manifestarsi ai discepoli.<\/em><\/p>\n<p><em>Anche per Aldo la montagna \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 una passione: da giovane era una conquista poter mettere su una vetta il gagliardetto dei BIG, da adulto un momento importante da condividere con Ugo, i fratelli, gli amici. Da qualche tempo un modo per avvicinarsi a qualcosa o a Qualcuno di grande che ti fa guardare il mondo con occhi diversi, da alcuni mesi i 4000 gli consentivano di avvicinarsi a Pina (la moglie gi\u00e0 in Paradiso) perch\u00e9 per noi il cielo \u00e8 in alto\u00bb.<\/em>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5214&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Valter Corniati e Maria Teresa Pieri&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]I due alpinisti di Biella il 7 luglio 2013 dispersi nell\u2019alto vallone di Piantonetto, in valle Orco, sono caduti in un crepaccio nella morena a destra del Bivacco Carpano a quota 2.860 metri. Avevano appena iniziato la discesa della Becca di Gay lungo la via per tornare al rifugio Pontese. A causa della nebbia, scivolati all\u2019interno di un crepaccio per circa 10 metri per poi finire nell\u2019acqua, incastrati fra pietre e ghiaccio.<\/p>\n<p>Per le ricerche si sono alternate diverse squadre della delegazione canavesana del Soccorso Alpino, fino a 40 uomini impegnati contemporaneamente su questo versante del Gruppo del Gran Paradiso. Tutto inutile purtroppo. Per tre giorni tra la pioggia e la nebbia sono state trovate tracce di scivolamento nella zona del Bivacco Carpano, quella pi\u00f9 impervia e l\u00ec, con grande difficolt\u00e0 gli speleologi si sono calati nell&#8217;acqua e hanno individuato i corpi. Al di l\u00e0 dei traumi subiti, la morte sarebbe avvenuta per ipotermia.<\/p>\n<p><strong>Valter Corniati<\/strong><\/p>\n<p>61 anni di Biella, iscritto alla Sezione C.A.I. \u201cPietro Micca\u201d di Biella. Sposato con Emanuela e padre di tre figli: Fabio, Cecilia ed Irene. Da subito ha trasmesso questa passione per la montagna al figlio Fabio. Dopo aver fatto quasi tutte le vette principali italiane, si \u00e8 cimentato anche in alpinismo extraeuropeo, tra le vette conquistate ci sono Kilimangiaro, Monte Kenia, Monte Ararat, Alpamajo (la vetta pi\u00f9 alta).<\/p>\n<p>Oltre alla montagna impegnativa condivideva moltissime gite pi\u00f9 semplici con la moglie, e da qualche anno aveva scoperto il mondo del volontariato in Bolivia, dove si era recato negli ultimi 2 anni per svolgere campi lavoro in missioni religiose, approfittando per qualche salita sulle Ande. Disponibile con tutti, allegro, vivace e di compagnia\u2026 amico di tutti! Gran appassionato di arte, si dilettava in ritratti, acquarelli, costruzione di strumenti musicali (organetti a manovella). Era ad un passo dalla pensione, che gli avrebbe permesso di dedicarsi ancor maggiormente alle sue passioni.<\/p>\n<p><strong>Maria Teresa Pieri<\/strong><\/p>\n<p>57 anni di Biella; aveva una grande esperienza di montagna anche all\u2019estero.<\/p>\n<p>Maria Teresa lascia la figlia Francesca Trevisiol.<\/p>\n<p>Cos\u00ec viene ricordata dai suoi familiari:<\/p>\n<p><em>\u00abTeresa, percezione del vero, istintiva e naturale che riconosce il bene in tutte le cose. <\/em><\/p>\n<p><em>Teresa, luce potente, forza bianca luminosa e purissima, tradotta in energia vibrazionale entro la quale chi viene carpito tende a rimanere intrappolato positivamente. <\/em><\/p>\n<p><em>Teresa, come una montagna. <\/em><\/p>\n<p><em>Teresa, amore \u00e8 il guardare le stesse montagne da angolature diverse. Hai sempre rincorso il tuo obiettivo facendo sempre attenzione al tuo cammino. \u00c8 il cammino che insegna sempre il modo migliore per arrivare e ci arricchisce mentre lo percorriamo. Il tuo cammino ti ha reso grande, unica e luminosa come la luna.\u00a0Sentiamo quanto ci vuoi bene, sentiamo che dove sei stai benissimo. Ad occhi chiusi comunichiamo con te immaginandoti sempre intorno a noi.\u00a0<\/em><em>Ciao Tere.\u00bb <\/em><\/p>\n<p><em>\u00abLass\u00f9 tra le mie nuvole anche la fretta mi siede accanto e aspetta\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5216&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Marianna Conti&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]37 anni di Pallanzeno, caduta il 13 agosto 2013 sul versante francese del Monte Bianco, lungo la cresta del Mont Blanc du Tacul, travolta da una valanga causata dal crollo di un seracco.Si era sposata e per qualche anno aveva vissuto, ad Anzino, in valle Anzasca, con il marito Tiziano Titoli con cui condivideva la passione della montagna, per poi trasferirsi a Pallanzeno nella casa che lui, muratore, aveva costruito. \u00a0Marianna Conti lascia il padre Giorgio, la madre Mirella, il marito Tiziano e i fratelli Doriana e Giuliano.<\/p>\n<p>Marianna era capo-reparto alla secolare manifattura \u00abPolli\u00bb di Villadossola. <em>\u00abEra con noi da circa vent\u2019anni<\/em> \u2013 racconta il proprietario dell\u2019azienda, Giuseppe Polli -. <em>Tutti le volevamo bene, perch\u00e9 era una persona cristallina e sincera\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la ricordano i suoi cari:<\/p>\n<p><em>\u00ab\u00c8 trascorso ormai un anno da quel tragico giorno in cui la tua vita \u00e8 stata strappata troppo prematuramente, ma il tuo ricordo rimarr\u00e0 per sempre vivo nei nostri cuori e in quelli delle persone a te care; il tuo sorriso illuminer\u00e0 di luce le nostre giornate pi\u00f9 buie! I tuoi occhi brilleranno per sempre come stelle nel cielo! Quel cielo che molte volte hai sfiorato da vicino raggiungendo le tue alte vette!!<\/em><\/p>\n<p><em>Ora proprio da quella pi\u00f9 alta vegli su di noi proteggendoci. Sei stata e sarai sempre una figlia, moglie, sorella, zia e amica perfetta. Ci hai insegnato tante cose e quella pi\u00f9 importante \u00e8 \u201cl\u2019amore\u201d, si quell\u2019amore che tu davi senza mai chiedere nulla in cambio!\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Grazie Mary che anche se sei stata accanto a noi per questi anni cos\u00ec brevi ci hai dato tanto e fatto capire che la vita va vissuta come un dono e non va sprecata! Questo te lo dobbiamo. Tu che meritavi di vivere ancora di pi\u00f9 e che amavi questa vita! Andremo avanti per te e ti terremo sempre viva nel nostro cuore!\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>Grazie Mary, Angelo nostro ti vogliamo un immenso bene!\u00bb.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Anche il comune di Pallanzeno esprime il proprio cordoglio.<\/p>\n<p><em>\u00abConoscevo bene Marianna \u2013 <\/em>spiega il sindaco Simone Cantova<em> -. Eravamo quasi coscritti e lei ha lavorato per qualche periodo nel negozio di mia mamma. Ricordo una ragazza con tanta voglia di lavorare e valori profondi\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>Conferma le parole del primo cittadino anche l\u2019amica di famiglia e vicina di casa Miris Bartolucci:<em> \u00abDa bambina Marianna stava giornate intere nel mio negozio, era molto timida, una ragazza d\u2019altri tempi nella vita di tutti i giorni, ma piena di coraggio ed intraprendente in ambito sportivo e lavorativo\u00bb. \u00abAveva iniziato da qualche anno ad andare seriamente in montagna \u2013 <\/em>racconta<em> \u2013 e subito \u00e8 scattato un amore che l\u2019ha portata ad affrontare sfide sempre pi\u00f9 grandi\u00bb.<\/em>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5218&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Laura Frisa&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]41 anni, originaria della valle Antrona e residente ad Omegna, caduta il 13 agosto 2013 sul versante francese del Monte Bianco, lungo la cresta del Mont Blanc du Tacul, travolta da una valanga causata dal crollo di un seracco. Laura da anni praticava sci alpinismo e aveva seguito corsi tecnici con il C.A.I. di Villadossola. Lascia la mamma Pierina e il fratello Marco.<\/p>\n<p>Cos\u00ec viene ricordata dai suoi familiari:<\/p>\n<p><em>\u00abCara Laura, sono passati mesi, un anno ormai\u2026 e ci mancano tanto la tua voce gioiosa e squillante, il tuo volto sorridente.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma la tua voce e il tuo volto sono custoditi nella nostra memoria e nel nostro cuore, tu vivi nei\u00a0nostri ricordi, sempre. Vogliamo ricordarti come eri, in particolare una caratteristica su tutte del tuo carattere: l\u2019altruismo! S\u00ec, sei sempre stata generosa e piena di slanci; non ti risparmiavi non solo nelle cose che ti appassionavano ma anche nel prodigarti verso la famiglia, verso il tuo prossimo. Hai saputo amare chi ti stava vicino. E se pensiamo all\u2019amore che possiamo dare nella nostra vita (parliamo di noi stessi), ci rendiamo conto di quanto \u00e8 mancante e imperfetto\u2026\u00a0E allora \u201cin che trover\u00f2 consolazione, in chi mi confider\u00f2? Confider\u00f2 nel mio Signore il cui amore sorpassa ogni\u00a0conoscenza\u201d (Ef.\u00a0 3:19). <\/em><\/p>\n<p><em>E in virt\u00f9 del mistero di quell&#8217;amore\u00a0ineffabile, di quella speranza noi ti diciamo: arrivederci a presto\u00a0cara LAURA!! Con tutto il nostro AMORE.\u00bb<\/em>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5220&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Aldo Bellotti&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]64 anni nato a Trivero il 23 luglio 1948 e deceduto il 21 luglio 2013 a Piedicavallo precipitato scendendo lungo la cresta Sud del Bo, a quota 2.200 metri in una localit\u00e0 chiamata Schiena dell\u2019Asino, compiendo un volo di 80 metri.<\/p>\n<p>Bellotti era un volto conosciuto a Trivero e nella Valsessera. Era un tipo solitario, ma non disdegnava la compagnia. Aveva lavorato come artigiano edile ed era riconosciuto da tutti come un vero maestro nell\u2019intonaco. Altra sua grande passione era la lavorazione del legno: si dilettava a costruire mobili.<\/p>\n<p>La montagna era la sua casa, conosceva tutte le cime, sul monte Boera salito infinite volte, forse pi\u00f9 di 50, ci andava anche quando c\u2019era la neve alta, e li ha fatto l\u2019ultimo viaggio, quello che lo ha portato nella cima pi\u00f9 alta, quella dove nostro Signore ha accolto lui e il suo amatissimo Tex, che qualche anno fa lo aveva lasciato, suo amatissimo e fedele compagno di montagna, il suo amore pi\u00f9 grande insieme alle montagne. Diceva sempre che la morte pi\u00f9 bella per lui sarebbe stata li e non in un altro posto. Il Signore lo ha accontentato, ma noi avremmo voluto che stesse qui ancora per molto tempo. Era un uomo burbero, forse per nascondere la sua grande sensibilit\u00e0 che solo le persone molto intelligenti hanno il dono di avere, il suo grande cuore era enorme, donava agli altri senza mai vantarsi di nulla, anche se dava veramente molto.<\/p>\n<p>Da una decina d\u2019anni aveva iniziato, assieme ad alcuni amici, il ricupero dell\u2019Alpe Stramba dove le tre baite diroccate sono diventate un luogo accogliente, spesso lo raggiungevano gli amici per trascorrere insieme il fine settimana tra camminate e una puntata al torrente per la pesca. I1 giorno del suo funerale avrebbe compiuto 65 anni e avrebbe voluto regalarsi una salita al Corno Bianco, invece ha iniziato il cammino verso la strada pi\u00f9 importante della sua vita.<\/p>\n<p><em>\u00abTi immaginiamo su, nelle cime pi\u00f9 alte a camminare con il tuo fedele Tex e a sorriderci, per darci la forza di essere persone migliori. Ciao Aldo\u00bb.<\/em>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5209&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Roberto Carmagnola-Vietti&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]43 anni di Borgosesia, elettricista di professione e alpinista per passione, tanto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5222,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-5206","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-i-nostri-caduti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5206","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5206"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5206\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5206"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5206"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5206"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}