{"id":5174,"date":"2016-08-29T18:33:47","date_gmt":"2016-08-29T16:33:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/?p=5174"},"modified":"2016-08-29T18:33:47","modified_gmt":"2016-08-29T16:33:47","slug":"caduti-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/?p=5174","title":{"rendered":"Caduti 2016"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t[vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5101&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Paolo Lugli&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]56 anni, morto il 24 luglio 2016 precipitando dalla cresta dello Stolemberg.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo ricorda il fratello Claudio:<\/p>\n<p><em>\u201cPaolo nasce a Reggio Emilia il 18 maggio 1960. Diplomato ragioniere entra subito nel mondo del lavoro. Da sempre amante dell\u2019attivit\u00e0 fisica pratica prima ciclismo su strada poi Mountain Bike e sci da fondo; quest\u2019ultimo lo avvicina alla montagna che diventer\u00e0 l\u2019unica sua passione per i seguenti 35 anni. Penso che siano pochissimi i rifugi ed i sentieri, dal Piemonte al Veneto, che non portino la traccia dei suoi scarponi. Di carattere introverso e schivo trovava nella vastit\u00e0 e nei silenzi della montagna la propria dimensione. Poi la malattia e gli interventi, vissuti con grande forza e dignit\u00e0, ne hanno ridotto le capacit\u00e0 fisiche ma la passione lo portava comunque in alto su sentieri meno impegnativi. Il destino lo aspettava poco oltre il passo Salati nel mattino del 24 luglio 2016 per portarlo ancora pi\u00f9 su.\u201d<\/em>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5135&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Giovanni Boggio&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]ha perso la vita il 22 agosto 2016, all\u2019et\u00e0 di 75 anni, precipitando durante un\u2019escursione in Valle d\u2019Aosta lungo la cresta del M. Maurin in Valgrisenche mentre era in compagnia del fratello e di un amico che nulla hanno potuto fare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo ricorda il fratello Nelson:<\/p>\n<p><em>\u201cAlpinista di una levatura straordinaria, molto riservato, di grande statura etica e morale, in possesso di un\u2019educazione e di un rispetto nei confronti del prossimo, superiori al normale. Aveva delle qualit\u00e0 eccezionali sia tecniche che di conoscenza delle montagne a tutti i livelli dai Quattromila delle Alpi alle vette minori, dalle montagne Andine all\u2019Himalaya e all\u2019Alaska.<\/em><\/p>\n<p><em>Istruttore di alpinismo tra gli anni 70 e 90 della Scuola Nazionale di Alpinismo \u201cG. Machetto\u201d della sezione di Biella del C.A.I. Accademico del CAI dal 1981.\u201d<\/em>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5139&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Rapha\u00ebl Berclaz &#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]49 anni, morto\u00a0il 28 agosto 2016 per la caduta di una cornice di neve al Colle Gnifetti.<\/p>\n<p>Era un architetto conosciuto in tutto il Vallese centrale, sua regione d\u2019abitazione e d\u2019origine.<\/p>\n<p>Fu molto impegnato nella vita associativa del suo villaggio, in cui brillava per il suo attivismo e per la sua disponibilit\u00e0 ad accettare spesso ruoli dirigenziali e di responsabilit\u00e0 nelle diverse commissioni sportive, come lo Sci club, nel canto corale, ecc. Nonostante il suo atteggiamento discreto, occupava molto spazio nella vita sociale.<\/p>\n<p>Praticava essenzialmente lo scialpinismo; l\u2019ambiziosa salita alla punta Dufour con l\u2019amico Fr\u00e9d\u00e9ric, rappresentava l\u2019obiettivo pi\u00f9 recente che i due amici si erano posti.<\/p>\n<p>La famiglia, gli altri compagni di cordata, tutti gli amici (soprattutto quelli del gruppo cosiddetto \u201cbrou de noix\u201d, cio\u00e8 \u201cmallo di noce\u201d ) sono nel dolore, e rivolgono un pensiero a Rapha\u00ebl in questo luogo e presso questo rifugio in cui \u00e8 passato con gli altri compagni il 27 e 28 agosto scorsi, trascorrendovi\u00a0 la notte.[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5141&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Fr\u00e9d\u00e9ric Zufferey&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]47 anni, morto\u00a0il 28 agosto 2016 per la caduta di una cornice di neve al Colle Gnifetti.<\/p>\n<p>Fr\u00e9d\u00e9ric aveva quasi 48 anni. Aveva creato 20 anni fa la sua impresa di idraulica, in cui trovava impiego\u00a0una quindicina di persone. Faceva l&#8217;insegnante, suonava musica ed era sempre in giro. Era anche lui molto impegnato nella vita associativa della sua regione, musica, montagna, politica, modellismo, ecc., erano le sue passioni. \u00a0Si occupava di un vigneto e produceva vino. Praticava tanti sport e aveva tanti hobbies: bici, camminate in montagna, scialpinismo, ecc. Diciamo che, in generale, era sempre molto impegnato, troppo impegnato, sempre disponibile per tutti, clienti, amici, famiglia e sempre di buon umore!<\/p>\n<p>Era in grado di dire il nome di tante cime del Vallese, almeno molte pi\u00f9 di me, ed era fiero di averne conquistate alcune. L\u2019ultimo suo progetto era proprio la salita alla punta Dufour, punto culminante della Svizzera.<\/p>\n<p>Ma innanzitutto era il marito di Sylvie e padre di quattro figli: Albert, 17 anni, Jeanne, 13 anni, C\u00e9line 11 anni, Charlotte 10 anni, a cui rivolgo da qui \u00a0tanti pensieri affettuosi.[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5143&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Daniel Salamin&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]Morto\u00a0il 28 agosto 2016 per la caduta di una cornice di neve al Colle Gnifetti.<\/p>\n<p>Nato a Veyras il 24 marzo del 1981, era un informatico di gestione. Pieno di energia, curioso, interessato, motivato a provare, scoprire, imparare, gustava pienamente la vita, facendo ogni sorta di esperienze edificanti: la natura e la montagna erano la sua passione! Suonava la fisarmonica per animare le serate ed era molto apprezzato fra le persone che facevano un tratto di strada con lui.<\/p>\n<p>Pap\u00e0 di L\u00e9o e Mathis, ancora piccolini, ha saputo trasmettere loro la gioia di vivere.<\/p>\n<p>Il 28 agosto 2016 Daniel ha scalato la montagna pi\u00f9 alta del mondo. Dal Monte Rosa, caro Daniele, veglia su di noi.<\/p>\n<p>Un pensiero commosso vada anche a tutte le famiglie degli altri defunti, presenti alla commemorazione<\/p>\n<p>La tua sposa, Lysiane.<\/p>\n<p>Nell&#8217;album della chiesetta sono depositati i disegni di L\u00e9o e Mathis per pap\u00e0 Dan (che potete vedere qui sotto) e una foto di famiglia.[\/cq_vc_profilepanel][cq_vc_gallery images=&#8221;5237,5238&#8243; itemwidth=&#8221;350&#8243; minwidth=&#8221;350&#8243; retina=&#8221;on&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][vc_separator][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5146&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Lodovico Sella&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]87 anni, morto il 26 settembre 2016.<\/p>\n<p>Discendente de<strong>l <\/strong>fondatore del Cai Quintino, e di Vittorio, &#8220;l&#8217;inventore&#8221; della fotografia di montagna, presidente della sezione di Biella per tre mandati e tra i fondatori di Mountain Wilderness.<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo ricorda la figlia Angelica:<\/p>\n<p><em>\u201cLodovico (Biella, 1929-2016) amava molto natura e montagna. Fu un appassionato e colto osservatore del paesaggio, con spiccato interesse per la botanica e per le popolazioni autoctone.<\/em><\/p>\n<p><em>Frequent\u00f2 la montagna con questo spirito, animato da grande curiosit\u00e0 e desiderio di conoscere. <\/em><\/p>\n<p><em>Dedicatosi da giovane anche ad attivit\u00e0 prettamente alpinistiche, con salite sulle Alpi come Cervino e G. Jorasses, o in Turchia su Ararat e in Iran su Alam Kooh, per tutta la vita non perse occasione per esplorare: dalle innumerevoli gite nelle vallate vicino a casa e in altri luoghi delle Alpi e degli Appennini, ai lunghi viaggi in Medio Oriente, Oriente e Sud America. <\/em><\/p>\n<p><em>Sposatosi a trentaquattro anni, ebbe tre figli. <\/em><\/p>\n<p><em>Laureato in Legge, inizialmente orient\u00f2 la sua vita lavorativa all\u2019attivit\u00e0 bancaria. A cinquant\u2019anni, appoggiato dalla famiglia, istitu\u00ec la Fondazione Sella onlus, ente votato alla conservazione e alla valorizzazione della memoria storica e dotato di un vasto archivio documentale e fotografico, che presiedette fino alla morte dedicando molto impegno alla ricerca sulla montagna e sulla sua storia.\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>Bisnipote del fondatore del CAI Quintino Sella, fu presidente della sezione di Biella per tre mandati e tra i fondatori di Mountain Wilderness.<\/em>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5148&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Bruno Taiana&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]78 anni, morto il 10 novembre 2016, socio del Club Alpino Italiano, istruttore per molti anni della Scuola nazionale di alpinismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo ricorda la moglie Claudia:<\/p>\n<p><em>\u201cBruno Amava la montagna, la natura, i grandi spazi e l\u2019avventura.<\/em><\/p>\n<p><em>Era\u00a0uno spirito libero, indipendente, ma eterno boy scout, sempre pronto a dare una mano a chi aveva bisogno.<\/em><\/p>\n<p><em>La montagna \u00e8 stata la sua passione la sua vita. La sua attivit\u00e0 alpinistica ha spaziato<\/em><\/p>\n<p><em>dalle salite classiche sul gruppo del Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino e Gran Paradiso fino alle Ande Peruviane con la spedizione \u201cCitt\u00e0 di Biella\u201d nel 1963.<\/em><\/p>\n<p><em>Con Guido Machetto, che lui definiva \u201cun vero amico\u201d ha anche tentato la parete Nord dell\u2019Eiger.<\/em><\/p>\n<p><em>Per molti anni \u00e8 stato membro del Soccorso Alpino e della Scuola di Alpinismo del CAI di Biella.<\/em><\/p>\n<p><em>Di professione faceva il \u201cGuardiacaccia\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Siamo stati sposati per 44 anni e abbiamo condiviso le gioie e i dolori della quotidianit\u00e0. <\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019amore per la montagna \u00e8 sempre stato vivo ed \u00e8 continuato con stupendi trekking in Patagonia, nell\u2019infinito deserto del Sahara, in Kenia, nella giungla amazzonica; nella giungla nepalese\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>E poi&#8230;. seri problemi di salute hanno trasformato la nostra vita. E poi&#8230;. la fine.<\/em><\/p>\n<p><em>Dai suoi diari emergono legami profondi di amicizie vere e sincere nate in montagna che gli occhi lustri dei suoi vecchi amici mi hanno confermato e commosso.<\/em><\/p>\n<p><em>Con la sua morte per me sono morti i progetti per il futuro, il sogno di una serena vecchiaia fatta di piccole soddisfazioni e sentimenti sinceri, tuttavia gli anni vissuti insieme, i bei ricordi, e sono tanti, mantengono vivo Bruno nella mente e nel cuore.<\/em><\/p>\n<p><em>Essere ricordato qui gli sarebbe piaciuto. Grazie\u201d<\/em>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5150&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Martina Mazzon&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]22 anni, morta il 21 dicembre 2016, per malattia, iscritta al Cai di Biella dal 2010 e frequentante la Scuola di scialpinismo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la ricorda la mamma Elisabetta:<\/p>\n<p><em>\u201cMartina, amante delle montagne e delle sue vette innevate frequent\u00f2 dapprima il corso base di sci alpinismo seguito poi da quello avanzato che le permisero di apprezzare ancor pi\u00f9 l\u2019ambiente, le montagne e i panorami.\u00a0 Frequent\u00f2 pure il corso di alpinismo per completare la propria formazione spendendo e ricercando ogni singolo secondo di vita, amando l\u2019azione e i sentimenti che sbocciano rigogliosi da ogni istante di questa pienezza.<\/em><\/p>\n<p><em>Persona intensamente viva, studentessa modello al quarto anno di medicina riusciva a portare avanti meravigliosamente i mille impegni scolastici e di lavoro con le varie attivit\u00e0 ludiche, la montagna in primo luogo. Ora star\u00e0 percorrendo con serenit\u00e0 e tranquillit\u00e0 alti sentieri vivendo emozioni uniche e inaspettate.<\/em><\/p>\n<p><em>Lo scorso ottobre, all\u2019et\u00e0 di 22 anni, Martina era in partenza per un trekking in Nepal a lungo sognato, quando, improvviso si manifest\u00f2 il terribile male ed il 21 dicembre 2016 inizi\u00f2 il suo viaggio tra le alte cime del Paradiso.\u201d<\/em>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5170&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Franco Giuliano&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]67 anni di Mezzenile (Torino) travolto da una valanga nella Valgrisenche, poco sotto la vetta del Rutor il 20 aprile 2016.<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo ricorda la sua famiglia:<\/p>\n<p><em>\u201cChi ha conosciuto Franco ha potuto apprezzarne la lealt\u00e0, l\u2019onest\u00e0, la sincerit\u00e0 e la capacit\u00e0 lavorativa. Era una persona che dava sicurezza.\u00a0<\/em><em>\u00c8 stato un buon compagno di vita come marito ed un padre meraviglioso per Alberto: \u00e8 stato il suo maestro, il suo punto di riferimento.\u00a0<\/em><em>E da tre anni era il paziente, dolce e tenero nonno di Valentina.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma Franco amava la montagna in tutte le sue sfaccettature, in tutte le stagioni.\u00a0<\/em><em>Lui aveva bisogno di andare in montagna per stare bene.\u00a0<\/em><em>E noi lo lasciavamo andare, l\u2019importante era che tornasse a casa\u2026 \u00e8 sempre stato cos\u00ec fino a mercoled\u00ec 20 aprile. Quel giorno non \u00e8 pi\u00f9 tornato.<\/em><\/p>\n<p><em>Ha lasciato un vuoto incolmabile.\u201d<\/em>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5171&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Pietro Gilodi&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]60 anni di Cellio (Vercelli) ex gestore del Capanna Margherita e volontario del Soccorso, travolto da una valanga nella Valgrisenche, poco sotto la vetta del Rutor il 20 aprile 2016.<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo ricorda il nipote Davide Recrucolo, Comandante della stazione della Guardia di Finanza di Riva Valdobbia:<\/p>\n<p><em>\u201cPiero si \u00e8 avvicinato alla montagna dal nulla, iniziando sul Monte Rosa in modo umile, fino a sfociare in una vera e propria passione per tutte le montagne. Ad un certo punto della sua vita,\u00a0ha deciso di vivere la montagna\u00a0nella sua totalit\u00e0 e non solo\u00a0andarci per scopo ricreativo. Diventa cos\u00ec, Gestore della Capanna Gnifetti e del Rifugio Margherita, ma le montagne europee non bastavano pi\u00f9,\u00a0e la sua curiosit\u00e0 lo ha portato\u00a0in varie parti del mondo, dalle Ande del Sud America alle Montagne del Nord America, Africa e Asia, ma soprattutto in Nepal dove si sentiva a casa.\u201d<\/em>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5101&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Paolo Lugli&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]56 anni, morto il 24 luglio 2016 precipitando dalla cresta dello Stolemberg. 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