{"id":5163,"date":"2015-08-27T17:45:11","date_gmt":"2015-08-27T15:45:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/?p=5163"},"modified":"2015-08-27T17:45:11","modified_gmt":"2015-08-27T15:45:11","slug":"caduti-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/?p=5163","title":{"rendered":"Caduti 2015"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t[vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5166&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Roberto Landucci&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]50 anni, alpinista e giornalista, originario di Milano e residente a Roma, morto l\u20198 agosto 2015 sulla Cresta del soldato, alla Punta Giordani.<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo ricorda la moglie Anna:<\/p>\n<p><em>\u201cRoberto ci ha lasciati nel suo cinquantesimo anno di vita, tra queste montagne che desiderava raggiungere e ammirare. I suoi occhi azzurri si illuminavano quanto tornava a casa dopo un\u2019escursione, contento e grato di potere qualche volta soddisfare questa sua passione.<\/em><em>\u2028<\/em><em>Non era un fanatico della montagna, gli piaceva contemplare l\u2019orizzonte che dall\u2019alto spaziava verso l\u2019infinito. Ma amava anche coltivare la bellezza della natura. In silenzio, con nostra figlia Giulia, ascoltavamo in montagna il verso delle marmotte, guardandole da lontano nascondersi nelle loro tane. E quando passeggiavamo in montagna, si teneva per s\u00e9 un ultimo tratto, dieci minuti di camminata verso l\u2019alto per contemplare le cime e amarle di pi\u00f9. E, pi\u00f9 in basso, noi ne aspettavamo il ritorno. E tornava sempre felice. L\u20198 agosto non \u00e8 pi\u00f9 tornato e questo ci procura ancora una grande tristezza e rimpianto. Se ne \u00e8 andato tra le sue montagne e l\u2019ultimo sguardo \u00e8 stato per questi colori.<\/em><em>\u2028<\/em><em>Amava la sua famiglia, i suoi figli Giulia e Martino che tanto seguiva, e il suo lavoro, giornalista politico\u00adeconomico della Reuters, un lavoro che svolgeva con impegno, mai stanco di imparare qualcosa di pi\u00f9. Pensava che il lavoro fosse anche studio, un modo per migliorarsi nell&#8217;intelligenza\u00a0e nell&#8217;esempio\u00a0verso i figli.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci manca, ma quello che Roberto \u00e8 stato per molti rimarr\u00e0 e lo porteremo nel cuore per sempre.\u201d <\/em><\/p>\n<p>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5167&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Susanna Mina&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]43 anni, infermiera professionale del 118, abilitata al servizio elisoccorso regionale, precipitata dalla cresta dei Chardon che sale al monte Mars, la massima elevazione delle Alpi Biellesi, il 20 settembre 2015.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la ricorda Enzo Rosso, amico e volontario dell\u2019elisoccorso:<\/p>\n<p><em>\u201cA chi, come me, ha avuto la fortuna di conoscerla da vicino di lei rimarranno per sempre ed inequivocabilmente la sua inesauribile voglia di fare. Amava profondamente il suo lavoro, come le sue bellissime figlie Sandra e Arianna. Averla avuta al proprio fianco in innumerevoli missioni di soccorso nonch\u00e9 in un quotidiano di vita trascorso insieme, mi ha dato la possibilit\u00e0 di conoscere la sua dedizione e professionalit\u00e0 impeccabili, le sue doti di umanit\u00e0 encomiabile dimostrata con la sua instancabile disponibilit\u00e0 nei confronti di chiunque potesse avere bisogno. Non per ultimo le sue passioni, tra le quali la montagna, che aveva scoperto negli ultimi tempi, ma in modo cos\u00ec forte, da non lasciare spazio ad altro.\u00a0<\/em><em><br \/>\nSplendido \u00e8 il suo ricordo, ed altrettanto splendida \u00e8 la sua presenza nei nostri cuori e nei nostri pensieri.\u00a0 Vola in alto come meriti Susy.\u201d<\/em>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5168&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Marina Janin&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]61 anni, originaria di Challand Saint-Anselme. Morta sotto la cima Pierre Blanche, in Val di Gressoney, il 15 novembre 2015.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la saluta il figlio Patrick:<\/p>\n<p><em>\u201cCiao Mamma,<\/em><\/p>\n<p><em>approfitto di questa occasione per darti il saluto che non siamo riusciti a farci visto che la montagna tanto amata ti ha portato via improvvisamente.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>I tuoi nipotini chiedono di te e manchi tantissimo a tutti.\u00a0\u00a0Spero di essere con loro premuroso e dolce come lo sei stata tu con me.\u00a0\u00a0I tuoi insegnamenti e il tuo ricordo mi aiutano ad affrontare i problemi quotidiani.<\/em><\/p>\n<p><em>Sei una mamma speciale che ha affrontato la vita con forza e tenacia cercando e riuscendo a sconfiggere problemi di salute che avrebbero potuto costringerti a star ferma e dolorante.\u00a0\u00a0Sono molto orgoglioso di te e sono contento che tu abbia saputo apprezzare e godere le bellezze del mondo, soprattutto della montagna.<\/em><\/p>\n<p><em>Ogni volta che rientravi da una gita la luce nei tuoi occhi rispecchiavano la soddisfazione e la felicit\u00e0 che cercavi di trasmettere anche con le innumerevoli foto che scattavi ogni volta.<\/em><\/p>\n<p><em>Marina Janin: altezza: 165 cm; bionda,\u00a0generosa,\u00a0pittrice di paesaggi meravigliosi,\u00a0postina, casalinga, grande camminatrice,\u00a0ma\u00a0<strong>soprattutto\u2026\u00a0la\u00a0mia\u00a0Mamma<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><em>Addio.\u201d <\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5169&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Don Luciano Ghirardo&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]<\/p>\n<p>91 anni, sacerdote salesiano della comunita\u0300 di S. Benigno Canavese, amico e sostenitore della Madonna dei Ghiacciai, morto il 30 gennaio.<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo ricordano gli amici e i suoi confratelli Salesiani:<\/p>\n<p><em>\u201cCarissimo Don Luciano, hai avuto una lunga esistenza e non basterebbero pagine e pagine per descrivere la tua personalit\u00e0 dinamica, poliedrica e creativa.<\/em><\/p>\n<p><em>Hai amato ed imitato don Bosco consumando la tua vita senza risparmiare fatiche e sacrifici.<\/em><\/p>\n<p><em>Hai fatto dell\u2019oratorio Il luogo privilegiato dove incontrare il Signore nei giovani.<\/em><\/p>\n<p><em>Hai ammirato, contemplato e goduto della bellezza di Dio nell\u2019amore al creato ed alle montagne.<\/em><\/p>\n<p><em>Hai purificato il tuo animo nell\u2019esperienza della sofferenza sostenuto da una filiale devozione<\/em><\/p>\n<p><em>a Maria Ausiliatrice.<\/em><\/p>\n<p><em>Ora ti pensiamo in cielo mentre sei alla ricerca di qualche nuvola da scalare e qualche salita pedalabile. Non da solo per\u00f2, ma seguito da un bel gruppo di giovani tutti rigorosamente in fila indiana dietro a colui che \u00e8 stato per loro una guida.\u201d<\/em>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5189&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Fabrizio Bozzola&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]51 anni, legato al CAI di Biella, precipitato dalla vetta dell\u2019Asnas, in alta Val Sessera l\u201911 gennaio 2015.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli amici lo ricordano cos\u00ec:<\/p>\n<p><em>\u00abFabrizio, una sera in palestra hai chiesto: \u201cIo e Lella vorremmo iscriverci al corso di scialpinismo\u201d; da allora ne abbiamo fatte di cose insieme, poi un giorno Lella ci ha \u2018lasciati\u2019, creando un vuoto immenso in tutti noi. Tu hai ricominciato a venire in montagna portando nello zaino le sue foto, la sua bandana, i suoi occhiali. <\/em><\/p>\n<p><em>La montagna ha riempito i tuoi occhi di immagini uniche, ha fatto in modo che trascorressi del tempo con i tuoi amici, quelli con cui hai condiviso i tuoi silenzi, i tuoi sguardi lontani, quelli che non potranno mai dimenticare chi sei. <\/em>\u00a0<em>Fabrizio, eri molto riservato, ma molto sensibile e disponibile verso tutti. Dicono che gli amici veri sono quelli conosciuti in giovinezza e\/o comunque durante il periodo della scuola. Noi abbiamo cominciato a frequentarci da pochi anni, ma era come se ci fossimo conosciuti da sempre. <\/em><\/p>\n<p><em>Sei e sarai sempre nei nostri cuori.\u00bb<\/em>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5190&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Massimo Canella&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]59 anni, legato al CAI di Biella, morto il 1 giugno 2015 al Monviso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00abQuando Massimo e Nicol\u00f2 Canella sono arri- vati al CAI, con l&#8217;intenzione di frequentare il corso di alpinismo, non siamo stati certo avari di ironia&#8230; Tanto male assortita sembrava la coppia&#8230; Nicol\u00f2, cos\u00ec giovane e molto sulle nuvole, in maniera quasi irritante a volte, Massimo invece altrettanto giova- ne ed entusiasta di tutto in quel modo ingenuo, ma genuino che lo rendeva inconfondibile. <\/em><\/p>\n<p><em>Questi pochi anni ci hanno reso un Nicol\u00f2 e<\/em><em>\u2028<\/em><em>un Massimo diversi. Padre e figlio si sono dovuti confrontare con una passione che pian piano \u00e8 cresciuta e maturata in loro, e che li ha portati ad <\/em><\/p>\n<p><em>affrontare la montagna delle alte vette con crescente entusiasmo, pur sempre accompagnato da profondo rispetto. La loro personalit\u00e0 alpinistica si \u00e8 cos\u00ec<\/em><em>\u2028<\/em><em>pian piano formata, il loro sguardo si \u00e8 fatto pi\u00f9 consapevole e sicuro, i loro sogni pi\u00f9 concreti e definiti&#8230; <\/em><\/p>\n<p><em>La montagna che li ha tanto uniti, con quel miracolo che solo la condivisione degli atti semplici della vita riesce a generare, li ha infine separati&#8230; <\/em><\/p>\n<p><em>Non sappiamo perch\u00e9, questo dovremo cercare di capirlo col tempo&#8230; In questo momento abbiamo invece davanti solo il vuoto, lasciato da una persona speciale, che ci mancher\u00e0 sempre: innamorata della vita e disposta a mettersi in gioco fino in fondo. <\/em><\/p>\n<p><em>A noi tutti resta l&#8217;onore di aver condiviso un tratto del nostro cammino con Massimo&#8230; Ci resta il ricordo della sua risata contagiosa, dei suoi occhi accesi e irrequieti, della sua fame di vivere che speriamo continui ad esserci di aiuto nei momenti bui. Ci resta quanto ci ha dato, ed \u00e8 qualcosa di molto prezioso. <\/em><\/p>\n<p><em>Offriamo a lui gli ultimi passi che conducono alla prossima cima, cercando a nostra volta di renderli preziosi, come avrebbe di certo fatto lui.<\/em><em>\u00bb<\/em>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5172&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Daniela Cartotto&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]<\/p>\n<p>45 anni, di Borgosesia, morta il 24 aprile presso l&#8217;alpe Mud, nel Vallone Mud, socia del CAI Varallo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la ricorda il marito Giuseppe Tisato:<\/p>\n<p><em>\u201cDaniela \u00e8 stata soprattutto madre.<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>I suoi figli Andrea, Francesca e Alice sono sempre stati la sua priorit\u00e0,<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>Per loro ha lottato, combattuto e sofferto per garantire loro un futuro sereno.<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>Non ha avuto una vita facile, ma ha sempre affrontato le avversit\u00e0 senza scoraggiarsi, come un\u2019ascesa in montagna.<br \/>\nLa montagna per lei era pace, tranquillit\u00e0, solitudine.<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>Era un\u00a0sostegno per chiunque le stesse vicino e ne avesse bisogno. <\/em><\/p>\n<p><em>Per noi suoi cari \u00e8 stata sostanza, progetti e forza.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>Ora da lass\u00f9, dove sei arrivata, proteggici e guidaci come facevi quando eri con noi.<\/em><\/p>\n<p><em>Ciao Dany.\u201d<\/em><\/p>\n<p>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5099&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Andrea Ghiardi&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]<\/p>\n<p><em>46 anni, morto il 29 novembre 2015 stroncato da un infarto, alla Colma di Mombarone, guida alpina, vice-presidente delle guide alpine di Gressoney.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo ricorda la moglie Cristina insieme alla figlia Carola:<\/p>\n<p><em>\u201cAndrea, per chi lo conosceva bene, era una persona di poche parole, come quasi tutti i veri \u2018montagnin\u2019, ma generoso e disponibile con tutti, con un\u2019unica e grande passione per il suo lavoro in montagna e l\u2019amore per la sua famiglia.<\/em><\/p>\n<p><em>Fin da bambino ha iniziato a frequentare le montagne di casa soprattutto quelle delle vallate piemontesi del Gran Paradiso e della valle d\u2019Aosta. Guida Alpina dal 2003, trasferitosi in valle d\u2019Aosta, dove prestava servizio anche come \u201cpisteur securiste\u201d presso la Societ\u00e0 Monterosa, diventa vice presidente della societ\u00e0 delle Guide di Gressoney Saint Jean, dove viveva con me e con la piccola Carola.<\/em><\/p>\n<p><em>Le sue specialit\u00e0 erano diverse, ma tra tutte spiccava l\u2019arrampicata a ragazzi e bambini che trasmetteva con professionalit\u00e0 e divertimento e con i quali, per innata predisposizione, amava lavorare.<\/em><\/p>\n<p><em>Ora, Andrea, quante montagne potrai vedere e percorrere da lass\u00f9&#8230; proteggici e aiutaci a colmare il vuoto che ci hai lasciato, tutto ci parler\u00e0 di te perch\u00e9, anche se di poche parole, avevi molto da dire e da trasmettere. Ci manchi anche se vogliamo fare nostre le parole di S. Agostino: \u201cL\u2019assenza non \u00e8 assenza, abbiate fede, colui che non vedete \u00e8 con voi.\u201d Io e Carola lo sappiamo bene\u2026 e il tuo amore e la tua anima sar\u00e0 sempre con noi.\u201d<\/em>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row][vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5192&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Carmen Sarteur&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]47 anni, revisore dei conti del CAI di Verres, morta in Argentina il 28 giugno 2015<\/p>\n<p>Ecco il profilo di Carmen SARTEUR:<\/p>\n<p><em>\u00abCresciuta a Challand St. Victor, aveva scelto di non avere confini, la sua casa era il mondo, la sua famiglia era allargata a quanti avessero bisogno di aiuto e sostegno e ai quali dedicava tempo e energie. Sempre in viaggio insieme al marito Loris con lo zaino sulle spalle, con quegli occhi curiosi pronta a cogliere il bello dei luoghi e delle persone, aveva il coraggio di vivere giorno per giorno affrontando imprevisti e difficolt\u00e0. <\/em><\/p>\n<p><em>Carmen avrebbe compiuto 48 anni il prossimo ottobre. \u00c8 morta il 28 giugno 2015 nel Nord Ovest dell\u2019Argentina, nel cuore del Parco nazionale El Rey. L\u2019ha stroncata una febbre altissima, probabilmente provocata dalle punture delle zecche. <\/em><\/p>\n<p><em>Ha dato in questi anni un contributo importante alla Sezione di Verr\u00e8s del Club Alpino Italiano, \u00e8 stata un valido membro del Direttivo, partecipe anche quando si trovava dall\u2019altro capo del mondo, ma soprattutto \u00e8 stata una cara amica. La ringraziamo per questo. <\/em><\/p>\n<p><em>A tutti noi rester\u00e0 solo il suo ricordo che terremo vivo impegnandoci a essere un po\u2019 come lei. Nel tempo a venire forse a qualcuno sar\u00e0 dato di vedere il suo viso tra i colori dell\u2019arcobaleno do<\/em><em>po una pioggia di primavera oppure di sentire la sua inconfondibile voce tra le pieghe del vento che risale la Valle d\u2019Ayas nei pomeriggi d\u2019autunno ma ai pi\u00f9 per ricordarla non rester\u00e0 che guardare il cielo di sera ad occidente verso le Americhe e forse l\u2019apparire di qualche nuova stella mai vista prima indurr\u00e0 a pensare che anche Lei ci sta guardando sorridente dicendoci che il suo viaggio continua&#8230;\u00bb <\/em>[\/cq_vc_profilepanel][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row animation=&#8221;fadeIn&#8221;][vc_column][cq_vc_profilepanel headerimage=&#8221;5166&#8243; headerheight=&#8221;400&#8243; avatartype=&#8221;image&#8221; avatarimage=&#8221;5119&#8243; captiontitle=&#8221;Roberto Landucci&#8221; elementshape=&#8221;square&#8221;]50 anni, alpinista e giornalista, originario di Milano e residente a Roma, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5165,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-5163","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-i-nostri-caduti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5163","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5163"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5163\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5163"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5163"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadeighiacciai.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5163"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}