Auguri per le festività

Lettera di Natale 2018

Carissimi amici della Cappellina della Madonna dei Ghiacciai,
anche quest’anno vi raggiungo in occasione del Natale, con un resoconto, soprattutto per coloro che non hanno potuto essere presenti, della giornata vissuta insieme sabato 4 agosto.

don Ugo Casalegno

Anche quest’anno il tempo ci ha accompagnati ed ha favorito lo svolgimento della celebrazione della S. Messa presieduta da don Ugo Casalegno, parroco di Gressoney St. Jean e La Trinitè: la Cappellina si trova nel territorio della sua parrocchia che si estende fino ai ghiacciai del Monte Rosa e oltre!!! A concelebrare, oltre al sottoscritto: don Marco Cena, salesiano, parroco a Torino Michele Rua, don Ezio Caretti, parroco a Borgosesia, e un altro sacerdote di cui non sono riuscito a prendere i dati e che comunque ringrazio vivamente.

Quest’anno nella S. Messa abbiamo ricordato:

GIANFRANCO TOSO , anni 54,  Scuola di Alpinismo CAI PADOVA, disperso sul Breithorn l’8 luglio 2017.

Ho avuto l’opportunità di incontrare i suoi amici e Riccardo Parisi, suo compagno di cordata nell’ultima salita al Breithorn. Purtroppo, data la distanza, non hanno potuto essere presenti ma hanno assicurato una preghiera ed un ricordo in unione spirituale con la nostra celebrazione.

Così lo ricordano:

  “Gianfranco” per i suoi familiari, “Prof” per i suoi studenti, “Signor amministratore” per i suoi clienti, “il conte” per chiunque incontrasse la sua signorilità, “GF” per tutti gli amici. Questo alpinista dai mille volti aveva un’enorme passione per la montagna che sapeva trasmettere  a tutti con l’esperienza di un maestro e l’entusiasmo di un bambino.  Un fuoco, una pulsione, come li definiva lui, che lo portava su cime sempre più alte su ghiacciai immensi.  Non era lui a scalare, la montagna lo aveva scelto, la montagna gli era salita nel cuore.  Quando rientrava a casa e svuotava lo zaino aveva l’anima piena.  L’universo verticale lo ha aiutato a sfidare i suoi cieli neri legati alla quotidianità, rendendolo un uomo migliore.  

Noi Ti ricordiamo con il tuo sorriso soddisfatto, pieno di luce e di sogni, un cristallo di ghiaccio luminoso sul Breithorn.

Il nostro amore per te ci ha resi tutti migliori, grazie GF. 

I tuoi amici.”

BOSONETTO DORIANO, nato il 05.08.1956, mancato all’affetto dei suoi cari il 29.03.2018

Per lui erano presenti: il figlio Mirko che ha presentato la fiaccola e la cugina Doriana che ne ha letto il profilo; a rappresentare il Cai di Verres Sandro Dallou e Sonia Cestonaro.

Così lo ricordano:

“Socio della Sezione CAI di Verrès dal 1978, hai amato e frequentato le tue montagne sia in solitaria che in gruppo. Sei sempre stato disponibile per le manifestazioni organizzate dal sodalizio, in particolare per l’incontro dell’amicizia tra le genti del Monte Rosa, senza mai sottolineare il tuo lavoro. Il tuo amore per la montagna lo hai manifestato anche con le tue ultime volontà e le tue ceneri riposeranno sul Mont Glacier.

Ci piace pensare, che tu sia solo nascosto……sarai sempre nei nostri pensieri e nei nostri cuori fino all’ultimo dei nostri respiri.

                                               Ciao Papà”

ALPINISTI STRANIERI periti nell’anno:

Un alpinista belga precipitato dalla cresta del Lyskamm il 15 luglio 2017.

Due giovani alpinisti tedeschi, un ragazzo e una ragazza – Lukas Wien di 23 anni e Nele Wehner di 21, entrambi studenti di Medicina, precipitati dalla cresta Sella al Liskamm il 26 agosto 2017.

Una donna di nazionalità russa dispersa nella zona del ghiaccio del Lys, sul versante sud del Monte Rosa, il 28 aprile 2018.

Un 17enne di origine giapponese, abitante nel Canton Zurigo, precipitato in un profondo crepaccio a 3200 metri di quota nel Grenzgletscher, sopra la capanna Monte Rosa l’11 maggio 2018.

Per loro e per  tutti i nostri cari defunti è stata recitata questa bellissima preghiera che possiamo fare nostra:

“LA MORTE NON E’ NIENTE”

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.

Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.


Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!


Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.

La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.


Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,

solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.


Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.                                                  
(Henry Scott Holland)

Fiaccole

Prima della benedizione finale è stata presentata e poi benedetta la fiaccola dei

Giovani della Valle d’Aosta  che la domenica 5 agosto avrebbero iniziato il loro pellegrinaggio verso Roma per incontrare Papa Francesco l’11-12 in occasione del Sinodo sui giovani.

Lunedì 6 agosto il gruppo di pellegrini (circa 110) ha fatto tappa nella nostra casa salesiana di Chatillon, dove io risiedo, e nella S. Messa serale, presieduta dal Vicario episcopale don Fabio Bredy la fiaccola è stata consegnata loro. Giunti a Roma è poi stata deposta nella Cappella di S. Pellegrino all’interno delle mura vaticane.

Al termine della S. Messa il consueto saluto del Presidente del CAI Varallo, proprietario della Capanna Gnifetti. quest’anno un neo-presidente donna: dopo 150 anni di storia, festeggiati egregiamente e senza sentirne l’età l’anno scorso, il CAI Varallo ha un presidente donna Susanna Zaninetti che succede a Paolo Erba che ha traghettato la Sezione nell’anno dei festeggiamenti.

A tutti i partecipanti e a coloro che si sono uniti spiritualmente a tutti coloro che hanno collaborato per la buona riuscita della giornata va il mio ringraziamento e la mia preghiera per tutte le vostre necessità. Vorrei lasciarvi un pensiero natalizio che mi permetto di prendere dal documento finale del Sinodo “I giovani, la fede e il discernimento”.

Come sapete la Chiesa ha vissuto nel mese di ottobre l’esperienza di questo Sinodo. È  stato un momento forte di Chiesa vissuto nell’ascolto dei giovani alla luce dello Spirito Santo. Le conclusioni di questo documento sono un invito, in particolare per noi adulti, a vivere una vita cristiana “autentica, luminosa, trasparente e gioiosa”. Accogliamo questo invito come cammino natalizio e come cammino di vita personale:

“Dio «ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente» (FRANCESCO, Gaudete et exsultate, n. 1). La santità trova la sua fonte inesauribile nel Padre, che attraverso il suo Spirito ci invia Gesù, «il santo di Dio» (Mc 1,24) venuto in mezzo a noi per renderci santi attraverso l’amicizia con Lui, che porta gioia e pace nella nostra vita…. Noi dobbiamo essere santi per poter invitare i giovani a diventarlo…. I giovani hanno bisogno di santi che formino altri santi, mostrando così che «la santità è il volto più bello della Chiesa» (FRANCESCO, Gaudete et exsultate, n. 9).” (Sinodo n. 165-166)

A voi tutti i più sinceri auguri di un

SANTO NATALE E SERENO ANNO NUOVO

L’appuntamento per il prossimo anno sarà Sabato 3 agosto 2019 nella speranza di ritrovarci tutti insieme di nuovo per pregare per i nostri cari.

A tutti un caro saluto, un abbraccio fraterno ed una preghiera.

Il Signore vi benedica.

don Vincenzo Caccia

Per Informazioni:

Istituto Don Bosco

Via Tornafol, 1

11024 Chatillon (AO)

Tel. 0166-560111

Cell. 3391934327Email: vincenzo.caccia@31gennaio.net

Auguri di Buona Pasqua 2018

Auguri di Buona Pasqua 2018

 

Carissimi amici della Cappellina della Madonna dei Ghiacciai,

 

Vi giungano i più sinceri auguri di una Santa Pasqua.

Trovate in allegato un biglietto di auguri  –> Santa Pasqua 2018

 

Condivido con voi anche questo bellissimo pensiero che mi è giunto come augurio:

 

Auguro a tutti noi

occhi di Pasqua, capaci di guardare 

nella morte sino a vedere la vita,

nella colpa sino a vedere il perdono,

nella separazione sino a vedere l’unità,

nelle ferite sino a vedere la gloria,

nell’uomo sino a vedere Dio,

in Dio sino a vedere l’uomo,

nell’Io sino a vedere il Tu.

E insieme a questo, tutta la forza della Pasqua!

Klaus Hemmerle(Vescovo di Aachen dal 1975 al 1994)

 

Vi segnalo anche che si arricchisce il nostro sito internet con una nuova pagina dedicata ai cadutiIn questa sezione verranno caricati, poco per volta, i profili di tutti i caduti di questi 50 anni che sono anche presenti sul libro dei caduti custodito all’interno della Cappellina.

Inoltre il materiale presente è stato organizzato per sezioni ed argomenti.

Un ringraziamento particolare a tutti quelli che seguono e aggiornano il sito e in particolare a Francesco Ruffino che ha ricoperto questo incarico per molto tempo.

Un arrivederci a tutti per il prossimo appuntamento che sarà

 

                              SABATO 4 AGOSTO

 

per l’annuale S. Messa in suffragio dei caduti.

Speriamo che le abbondanti nevicate di quest’anno possano conservare il ghiacciaio di Indren ed il nevaio finale in condizioni migliori di quelle dell’anno scorso!

Il Signore benedica ciascuno di voi, le vostre famiglie, le persone a voi care.

Un ricordo nella preghiera per i vostri cari caduti in montagna che da lassù ci accompagnano lungo le strade della vita.

Nella speranza di rivederci:

un caro saluto ed un abbraccio fraterno a tutti voi.

 

don Vincenzo Caccia

Lettera di Natale 2017

 

Carissimi amici della Cappellina della Madonna dei Ghiacciai,

immagino che ciascuno di voi abbia ancora nel cuore il ricordo e la gioia profonda per la stupenda giornata che, sabato 5 agosto, abbiamo vissuto insieme, per festeggiare degnamente il 50° della Cappellina, complice un tempo meraviglioso che ci ha fatto gustare le meraviglie della montagna!

GRAZIE ancora di cuore per la vostra presenza numerosa, cordiale e devota segno di affetto e fedeltà a questo momento così bello e significativo. Presenza talmente numerosa che persino gli impianti di risalita quel giorno hanno dovuto fare delle corse extra-orario per poter portare a valle tutte le persone salite lassù per questo avvenimento.

Ho impressa nella mente l’immagine della fila di persone, che arrivava fino ai gradini di accesso della Capanna Gnifetti, in attesa di scendere la piccola ferrata che collega il nevaio sottostante al Rifugio. Penso non abbiano quasi mai visto una scena del genere!!!

Un grazie particolare a chi è partito da molto lontano per essere presente: la delegazione svizzera e quella del CAI di Fivizzano, in Toscana.

Un grazie anche ai sacerdoti presenti: don Ezio Caretti, parroco a Borgosesia, don Marco Cena parroco a Torino-Monterosa, don Michele Dosio prete torinese e don Bunino Serafino, parroco di Rosta.

La presenza non ha bisogno di commenti: esprime da sè tutto l’affetto, l’amicizia, l’amore che ci lega ai nostri cari.

La giornata, come avete saputo, è stata caratterizzata da due incidenti, per fortuna senza gravi conseguenze per la vita. Alle “rocce Casati” Carlo, appartenente al gruppo del Cammino di luce di Pray, è precipitato per una quindicina di metri; così pure è scivolata per tutto il nevaio sottostante alla Gnifetti la sig.ra Claudia Contessa, moglie di Bruno Taiana, ricordato nella S. Messa. Le conseguenze della caduta, per tutti e due, avrebbero potuto essere molto più gravi e ritengo che la Madonna dei Ghiacciai abbia messo la sua mano protettrice!

 

Avrebbe dovuto presiedere la celebrazione don Carlo Elgo, parroco di Alagna, quale successore di don Giovanni Gnifetti, nel 150° anniversario della morte. Purtroppo la morte della sorella Laura, avvenuta qualche giorno prima, non gli ha permesso di esserci. In sostituzione avrebbe dovuto presiedere l’Eucarestia don Ugo Casalegno, parroco di Gressoney: la cappellina è sotto il territorio della sua parrocchia! Purtroppo, causa imprevisti, pure lui non ha potuto essere presente. Entrambi si sono uniti a noi spiritualmente.

È toccato quindi al sottoscritto presiedere l’Eucarestia.

Numerosi sono stati i messaggi di partecipazione che sono giunti da più parti: in particolare da Mons. Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea che inaugurò la Cappella 50 anni fa, da Mons. Franco Lovignana, Vescovo di Aosta, da don Angel Fernandez Artime, Rettor Maggiore della Congregazione dei Salesiani e 10° successore di don Bosco, da don Enrico Stasi, superiore della Ispettoria Salesiana ICC, Piemonte-Valle d’Aosta e Lituania, a cui appartengo, da Luigi Bianco, Presidente del CAI Valle d’Aosta.

Il ricordo dei caduti è stato un momento veramente commovente e coinvolgente. Quest’anno erano veramente tanti!! Si è sentita molto viva la carica di emozioni che c’era nel cuore di ciascuno, soprattutto di molti parenti ed amici presenti e qualche lacrima è scivolata sul volto.

Purtroppo non mi è stato possibile recensire tutte le presenze e i tutti i nominativi di chi ha letto i profili e ha retto la fiaccola ricordo. In compenso siamo riusciti a realizzare il filmato di questo momento significativo. Lo potete trovare nella galleria di Flickr del sito della Cappellina.

nell’album titolato “Video-profili 2017”, mentre le foto sono nell’album “50° Cappellina: 5 agosto 2017”.

Il filmato è stato suddiviso per ogni persona ricordata durante la S. Messa:

 

ANDREA GHIARDI: 46 anni, morto il 29 novembre 2015 stroncato da un infarto, alla Colma di Mombarone, guida alpina, vice-presidente delle guide alpine di Gressoney. Presente la moglie Cristina che ne ha tracciato il profilo e, visibilmente commossa, ha chiesto al sottoscritto di leggerlo.

 

 

 

PAOLO LUGLI, 56 anni, morto il 24 luglio 2016 precipitando dalla cresta dello Stolemberg. Purtroppo il fratello Claudio, che ne ha scritto il profilo, non ha potuto essere presente fisicamente, data anche la distanza.

 

 

 

 

 

GIOVANNI BOGGIO ha perso la vita il 22 agosto 2016, all’età di 75 anni, precipitando durante un’escursione in Valle d’Aosta lungo la cresta del M. Maurin in Valgrisenche. Il fratello Nelson ne ha tracciato il profilo, presenti alcuni amici del CAI di Biella.

 

 

 

 

 

RAPHAËL BERCLAZ 49 anni, architetto, FRÉDÉRIC ZUFFEREY 48 anni, informatico entrambi di Mollen, DANIEL SALAMIN 35 anni, imprenditore di Veyras tutti morti il 28 agosto 2016 per la caduta di una cornice di neve al Colle Gnifetti. Per loro era presente una numerosa delegazione svizzera di amici. Un grazie a Mario Michela, uno dei ragazzi costruttori della cappella, che ha fatto da tramite con i parenti dei caduti.

 

 

 

 

 

LODOVICO SELLA, 87 anni, morto il 26 settembre 2016, discendente del fondatore del CAI Quintino, e di Vittorio, “l’inventore” della fotografia di montagna, presidente della sezione di Biella per tre mandati e tra i fondatori di Mountain Wilderness. Il profilo è stato scritto dalla figlia Angelica e letto da un nipote.

 

 

 

 

 

BRUNO TAIANA, 78 anni, morto il 10 novembre 2016, socio del Club Alpino Italiano, istruttore per molti anni della Scuola nazionale di alpinismo. Il profilo è stato scritto dalla moglie Claudia Contessa e letto dagli amici presenti.

 

 

 

 

MARTINA MAZZON, 22 anni, morta il 21 dicembre 2016, per malattia, iscritta al Cai di Biella dal 2010 e frequentante la Scuola di scialpinismo. Il profilo è stato scritto e letto dalla mamma Elisabetta Alberto, mentre la fiaccola era tenuta dal papà Ermanno.

 

 

 

 

DARIO BUSCA, 83 anni, guida alpina emerita di Gressoney, custode della Capanna Margherita insieme allo zio, e uno dei portatori della statua del Cristo delle vette, mancato il 3 febbraio 2017. Presente la moglie Carla che ne ha anche letto il profilo.

 

 

 

 

MAURO FRANCESCHINI, 58 anni, istruttore nazionale di alpinismo, ANTONELLA GALLO, 51 anni bancaria, ANTONELLA GERINI 50 anni, architetto e FABRIZIO RECCHIA, 51 anni istruttore di alpinismo e arrampicata libera tutti morti il 16 febbraio 2017 per il crollo della cascata di ghiaccio “Bonne Année” a Gressoney-Saint-Jean. Presenti una numerosa delegazione del CAI di Fivizzano. Un grazie particolare all’amico Massimo Terenzi che ha fatto da tramite con i parenti dei caduti.

 

 

 

 

PIERO FRASSATI, 69 anni, morto il 4 maggio 2017; tra i fondatori del Soccorso Alpino biellese e istruttore sezionale della Scuola Nazionale di Alpinismo del Cai “Guido Machetto”. Il profilo è stato redatto dalla moglie Nicoletta e letto dal figlio Federico mentre la fiaccola era tenuta dall’amico Piero.

 

 

 

 

 

NANDO CASSINA, 64 anni, morto il 26 giugno 2017, socio del Cai di Verres, Istruttore di alpinismo e promotore della Scuola Interregionale di Alpinismo Liguria- Piemonte-Valle D’Aosta. Il profilo è stato letto da Piera Squinobal, presidente del CAI Verres presente una nutrita delegazione del CAI Verres.

 

 

 

 

 

 

La mamma di Martina Mazzon mi ha inviato un ringraziamento che ben riassume i sentimenti che tutti i presenti possono aver provato; lo condivido con voi:

“Caro Don Vincenzo,

anche da parte nostra un ringraziamento fortissimo che viene dal cuore.

Sabato è stato per noi bellissimo e sa perché?  Perché abbiamo sentito la sua messa veramente VIVA. Qualcosa di speciale, grandioso che non si può descrivere a parole, ma che si può solo percepire nelle profondità silenziose.

Siamo stati tutti avvolti dalla Grazia del Padre ed eravamo veramente tutti una grande famiglia senza distinzioni di chi era bello, o vecchio, o credente, o curioso, o lì per caso…….

Abbiamo tutti bisogno di credere, la fede aiuta l’uomo nella gioia e nel dolore. Abbiamo tutti bisogno di un disegno di Bene che porti al Bene.

Sono sicura che la sua messa è stata nutrimento per gli animi di tutti.

Le faccio i miei migliori auguri per la nuova missione: forza, coraggio e occhi di lince !!!!

Un forte abbraccio dalla mamma di Martina Mazzon”

Prima della benedizione finale è stata accesa la fiaccola del “Cammino di luce di Pray” in cui la Cappellina è stata inserita insieme ad altri Santuari mariani d’Italia.

Inoltre all’interno delle iniziative per i 150 anni della fondazione del CAI Varallo in occasione del 150° anniversario della morte di DON GIOVANNI GNIFETTI è stata presentato dal presidente Paolo Erba e letto dalla Vice-presidente Susanna un profilo dell’abate e successivamente benedetta la targa preparata per questo anniversario che è stata poi collocata nella Capanna Gnifetti.

Inoltre è stata presentata la targa, in legno, con il logo del 50° della Cappellina, pirografata dal Salesiano don Francesco Gibin e benedetta da Mons. Luigi Bettazzi in occasione della registrazione del suo audio messaggio. Nel pomeriggio la targa è stata posta all’interno della Cappellina.

Un grazie particolare a tutti coloro che si sono resi disponibili per rendere questa giornata così bella. Vi posso assicurare che sono tanti. Un grazie alle autorità presenti del CAI, del Soccorso alpino, della Guardia di Finanza.

Un grazie al Sig. Giuliano Masoni e ad Erika, del Rifugio Gnifetti, per l’ospitalità ed il supporto tecnico che ci hanno riservato nei giorni dei lavori alla Cappellina.

Un grazie anche a Barbara Marini, ideatrice e disegnatrice del logo del 50°, e collaboratrice nei lavori di manutenzione di quest’anno (verniciatura della porta esterna, dato impregnante sia alla porta interna che alla staccionata).

Un grazie anche a Valerio Di Biase e Massimo Configliacco per le riprese video e le foto.

Un grazie per la vostra generosità nelle offerte a nome dei caduti ricordati nella S. Messa.

Con piacere ho visto che la maglietta e l’adesivo stampati per l’occasione sono stati di vostro gradimento.

Ormai è da due anni che si stanno realizzando dei lavori di mantenimento e di miglioramento della Cappellina, anche per il prossimo anno prevedo di continuare su questa linea. Vi terrò informati!

Intanto nella Galleria di Flickr del sito della Cappellina potete trovare tutte le foto ed i filmati della S. Messa. Se qualcuno avesse delle immagini della celebrazione e volesse inviarmele saranno poi inserite nella galleria di Flickr.

Carissimi, desidero rivolgere a ciascuno di voi il mio augurio in vista del Natale.

Più che usare parole mie lascio che sia don Bosco stesso a parlare e mi faccio semplicemente portavoce del suo pensiero. Un pensiero rivolto principalmente ai ragazzi, ma che può essere fatto nostro a tutte le età.

Nella “Buonanotte” che precedeva una novena di Natale all’Oratorio disse: «Domani incomincia la novena del santo Natale. Due cose io vi consiglio in questi giorni. Ricordatevi sovente di Gesù Bambino, dell’amore che vi porta e delle prove che vi ha dato del suo amore fino a morire per voi. Al mattino alzandovi subito al tocco della campana, sentendo il freddo, ricordatevi di Gesù Bambino che tremava per il freddo sulla paglia. Lungo il giorno animatevi a studiar bene la lezione, a far bene il lavoro, a stare attenti nella scuola per amore di Gesù. Non dimenticate che Gesù avanzava in sapienza, in età e in grazia presso Dio e gli uomini. E soprattutto per amore di Gesù guardatevi dal cadere in qualsiasi mancanza che possa offenderlo. Fate come i pastori di Betlemme: andate spesso a trovarlo. Noi invidiamo i pastori che andarono alla capanna di Betlemme, che lo videro appena nato, che gli baciarono la manina, gli offrirono i loro doni. Fortunati pastori, diciamo noi! Eppure nulla abbiamo da invidiare, poiché la stessa loro fortuna è pure la nostra. Lo stesso Gesù, che fu visitato dai pastori nella sua capanna si trova qui nel tabernacolo. L’unica differenza sta in ciò, che i pastori lo videro cogli occhi del corpo, noi lo vediamo solo colla fede, e non vi è cosa, che possiamo fargli più grata, che di andare spesso a visitarlo. E in qual modo andare a visitarlo? Principalmente con la frequente Comunione. Altro modo poi è di andare qualche volta in chiesa lungo il giorno, fosse anche per un solo minuto».

Che non ci capiti di festeggiare il Natale senza il festeggiato: il Bambino Gesù perché troppo occupati a comperare i regali, a cucinare pranzi o cene, a partire per viaggi ecc…

A voi tutti i più sinceri auguri di un

SANTO NATALE E SERENO ANNO NUOVO

L’appuntamento per il prossimo anno sarà Sabato 4 agosto 2018 nella speranza di ritrovarci tutti insieme di nuovo per pregare per i nostri cari.

A tutti un caro saluto, un abbraccio fraterno ed una preghiera.

Il Signore vi benedica.

don Vincenzo Caccia

La luce guardò in basso

La luce guardò in basso
e vide le tenebre:
“Là voglio andare” disse la luce.

La pace guardò in basso
e vide la guerra:
“Là voglio andare” disse la pace.

L’amore guardò in basso
e vide l’odio:
“Là voglio andare” disse l’amore.
Così apparve la luce
e inondò la terra;
così apparve la pace
e offrì riposo;
così apparve l’amore
e portò la vita.

“E il Verbo si fece carne
e dimorò in mezzo a noi”

Per informazioni:

Istituto Don Bosco

Via Tornafol, 1

11024 Chatillon (AO)

Tel. 0166-560111

Cell. 3391934327

Email: vincenzo.caccia@31gennaio.net

Auguri di una Santa Pasqua

Carissimi amici,

vi giungano i più cari auguri di una Santa Pasqua.

La gioia della Resurrezione possa riempire i vostri cuori

e lenire le vostre preoccupazioni.

 

Ci diamo appuntamento a sabato 5 agosto alla Cappellina della Madonna dei ghiacciai

per festeggiare i 50 anni di inaugurazione e ricordare ancora una volta i vostri cari

amici, parenti defunti.

 

A tutti giunga la benedizione del Signore unita ad un ricordo a Lui nella preghiera.

Un saluto cordiale e fraterno.

 

don Vincenzo Caccia

Lettera di Natale 2016

Carissimi Amici della Cappellina della Madonna dei Ghiacciai,

si è da poco concluso l’Anno Santo della Misericordia dove come un vento impetuoso e salutare, la bontà e la misericordia del Signore si sono riversate sul mondo intero. E davanti a questo sguardo amoroso di Dio che in maniera così prolungata si è rivolto su ognuno di noi, non si può rimanere indifferenti, perché esso cambia la vita.

La misericordia suscita gioia, perché il cuore si apre alla speranza di una vita nuova. C’è bisogno di testimoni di speranza e di gioia vera. C’è tanto bisogno di riconoscere la gioia che nasce nel cuore toccato dalla misericordia.

Anche i nostri cari defunti ora vivono nell’abbraccio misericordioso del Padre e rivolgono il loro sguardo a tutti coloro che li hanno incontrati, che li hanno amati e che hanno condiviso con loro un tratto di strada ed anche la passione per la montagna.

Il nostro ricordo per loro è carico di affetto, riconoscenza e comunione profonda perché l’amore supera anche le barriere della morte. È con questi sentimenti nel cuore che ogni anno celebriamo la S. Messa alle pendici del Monte Rosa. Quest’anno finalmente, dopo due anni di sofferente ed impaziente attesa, siamo riusciti a celebrarla alla Cappellina. Questo attendere ha reso ancora più profonda la gioia di essere lassù.
Vi giunga il mio grazie sincero, sia a chi era presente, sia a chi non ha potuto esserlo, ma c’era con lo spirito, per la stupenda giornata trascorsa. Il Signore ci ha regalato un tempo stupendo che ci ha permesso di ammirare in tutto il suo splendore la bellezza del creato e di poter vivere una celebrazione toccante e sempre emotivamente carica di affetto di ricordi, di gioia e di dolore.

Come sempre la partecipazione è stata numerosa e devota non sono mancati rappresentati del CAI, del Soccorso Alpino, della Guardia di finanza.

Ha presieduto la Celebrazione Mons. Marco Arnolfo, vescovo della diocesi di Vercelli giunto alla Cappellina già la sera precedente accompagnato da don Alberto Albertazzi, parroco di Crevacuore. Con loro hanno concelebrato, don Marco Cena, salesiano parroco a Torino Michele Rua, don Mauro Milani, vice-parroco a Verres ed il sottoscritto.

La liturgia del giorno celebrava la festa della Trasfigurazione di Gesù sul Monte Tabor mentre il nostro cuore gioiva dello spettacolo “beatificante” delle cime del Monte Rosa.

Nell’omelia Mons. Arnolfo ci ha spronati alla preghiera:

 

“La preghiera ci pone davanti a Dio, che ci illumina e trasfigura. È l’esperienza di Gesù sul monte Tabor, come abbiamo ascoltato dal vangelo in questa festa della Trasfigurazione: “Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante”. È l’esperienza anche di ciascuno di noi che, saliti fino a questa stupenda e immensa cattedrale naturale, ci siamo sentiti avvolti, dalla luce straordinaria di questo giorno, tra i ghiacciai del monte Rosa. Il nostro pensiero si è innalzato immediatamente all’Autore di questo spettacolare quadro in cui ci sentiamo coinvolti. Ogni giorno abbiamo bisogno di salire il monte della preghiera per incontrarci direttamente con Colui che ci ha creati a sua immagine perché la nostra vita risplenda di nuovo di Lui.

La preghiera rischiara il nostro cammino. Siamo saliti fin quassù, ma non abbiamo potuto lasciare a valle i nostri problemi: il dolore per la morte di nostri familiari, la mancanza di lavoro per qualcuno dei nostri cari, la sofferenza di parenti o amici che sono ammalati o provati da situazioni familiari difficili, o altro ancora. Siamo in piena linea con Gesù che in preghiera pensa al suo futuro immediato che lo attende a Gerusalemme, la sua passione e morte. “Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme”. La preghiera non ci distoglie dal percorso concreto della vita, anzi ci fa entrare dentro per illuminarlo di speranza e orientarlo sulla volontà di Dio.

La preghiera ci riempie di gioia e ci apre ai fratelli. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui». La preghiera autentica ci mette in contatto con Dio, ci fa gustare una gioia inesprimibile, ci fa dimenticare noi stessi e ci apre lo sguardo e il cuore ai fratelli: “Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia”. È lo stile delle mamme e in particolare della nostra Madre Celeste che, esultante di gioia, dimentica di se stessa, è protesa su ciascuno di noi per indicarci, in pieno accordo con il Padre, il suo figlio Gesù. Ci auguriamo di scendere da questo monte illuminati sul nostro cammino, ma soprattutto con il cuore traboccante di gioia da riversare, con l’aiuto di Maria, sui nostri fratelli.”

È seguita la presentazione delle fiaccole dei caduti con la lettura dei rispettivi profili: un momento sempre commovente e qualche lacrima è stata versata.

Papa Francesco direbbe che dobbiamo chiedere “il dono delle lacrime”: quelle lacrime che sanno di amore, affetto, condivisione di una vita e che nella sofferenza riscaldano comunque il cuore pensando a ciò che abbiamo ricevuto.

 

Al momento dell’offertorio sono state presentate le fiaccole dei caduti.

La prima fiaccola è in ricordo di Roberto Landucci, di 50 anni, alpinista e giornalista, originario di Milano e residente a Roma, morto l’8 agosto 2015 sulla Cresta del soldato, alla Punta Giordani. Ci siamo sentiti spiritualmente uniti con i famigliari e gli amici che, causa la distanza, non hanno potuto essere presenti. Profilo e fiaccola sono stati presentati da due membri del Soccorso alpino.

 

Così lo ricorda la moglie Anna: “Roberto ci ha lasciati nel suo cinquantesimo anno di vita, tra queste montagne che desiderava raggiungere e ammirare. I suoi occhi azzurri si illuminavano quanto tornava a casa dopo un’escursione, contento e grato di potere qualche volta soddisfare questa sua passione.Non era un fanatico della montagna, gli piaceva contemplare l’orizzonte che dall’alto spaziava verso l’infinito. Ma amava anche coltivare la bellezza della natura. In silenzio, con nostra figlia Giulia, ascoltavamo in montagna il verso delle marmotte, guardandole da lontano nascondersi nelle loro tane. E quando passeggiavamo in montagna, si teneva per sé un ultimo tratto, dieci minuti di camminata verso l’alto per contemplare le cime e amarle di più. E, più in basso, noi ne aspettavamo il ritorno. E tornava sempre felice. L’8 agosto non è più tornato e questo ci procura ancora una grande tristezza e rimpianto. Se ne è andato tra le sue montagne e l’ultimo sguardo è stato per questi colori.Amava la sua famiglia, i suoi figli Giulia e Martino che tanto seguiva, e il suo lavoro, giornalista politico­economico della Reuters, un lavoro che svolgeva con impegno, mai stanco di imparare qualcosa di più. Pensava che il lavoro fosse anche studio, un modo per migliorarsi nell’intelligenza e nell’esempio verso i figli.Ci manca, ma quello che Roberto è stato per molti rimarrà e lo porteremo nel cuore per sempre.”
La seconda fiaccola in ricordo di Susanna Mina, di anni 43, infermiera professionale al 118, abilitata al servizio elisoccorso regionale, precipitata dalla cresta dei Chardon al monte Mars, il 20 settembre 2015 è stata presentata da Elena Pau mentre il profilo è stato letto dal Dott. Marco Tengattini, medico del soccorso alpino.
Così la ricorda Enzo Rosso, amico e volontario dell’elisoccorso: “A chi, come me, ha avuto la fortuna di conoscerla da vicino di lei rimarranno per sempre ed inequivocabilmente la sua inesauribile voglia di fare. Amava profondamente il suo lavoro, come le sue bellissime figlie Sandra e Arianna. Averla avuta al proprio fianco in innumerevoli missioni di soccorso nonché in un quotidiano di vita trascorso insieme, mi ha dato la possibilità di conoscere la sua dedizione e professionalità impeccabili, le sue doti di umanità encomiabile dimostrata con la sua instancabile disponibilità nei confronti di chiunque potesse avere bisogno. Non per ultimo le sue passioni, tra le quali la montagna, che aveva scoperto negli ultimi tempi, ma in modo così forte, da non lasciare spazio ad altro. 
Splendido è il suo ricordo, ed altrettanto splendida è la sua presenza nei nostri cuori e nei nostri pensieri.  Vola in alto come meriti Susy.”

Presenti alcuni amici del CAI Biella e del Soccorso Alpino: Simona Berteletti, Rosetta Digiannantonio, Pietta Simone, Blotto Alessandro, Meneghello Francesca.

 

La terza fiaccola in ricordo di Marina Janin, 61 anni di Challand Saint-Anselme morta sotto la cima Pierre Blanche, in Val di Gressoney, il 15 novembre 2015 è stata presentata da Raffaella Bonin, mentre il profilo è stato letto da Bertolino Marco, entrambi del CAI Verres.

Così ha scritto di lei il figlio Patrick:

“Ciao Mamma,

approfitto di questa occasione per darti il saluto che non siamo riusciti a farci visto che la montagna tanto amata ti ha portato via improvvisamente. 

I tuoi nipotini chiedono di te e manchi tantissimo a tutti.  Spero di essere con loro premuroso e dolce come lo sei stata tu con me.  I tuoi insegnamenti e il tuo ricordo mi aiutano ad affrontare i problemi quotidiani.

Sei una mamma speciale che ha affrontato la vita con forza e tenacia cercando e riuscendo a sconfiggere problemi di salute che avrebbero potuto costringerti a star ferma e dolorante.  Sono molto orgoglioso di te e sono contento che tu abbia saputo apprezzare e godere le bellezze del mondo, soprattutto della montagna.

Ogni volta che rientravi da una gita la luce nei tuoi occhi rispecchiavano la soddisfazione e la felicità che cercavi di trasmettere anche con le innumerevoli foto che scattavi ogni volta.

Marina Janin: altezza: 165 cm; bionda, generosa, pittrice di paesaggi meravigliosi, postina, casalinga, grande camminatrice, ma soprattutto… la mia Mamma.   Addio.”

Presenti gli amici del CAI Verres saliti in gita sociale per questa celebrazione: il presidente Piera Squinobal, Cestonaro Sonia, Vienvery Leo, Bertolino Marco, Nordera Gigi, Cassina Nando, Bosonetto Ercole, Clerino Giulio, Zanola Ruggero, Bonin.

 

La quarta Fiaccola in ricordo di Don Luciano Ghirardo, salesiano sacerdote della comunità di S. Benigno Canavese, amico e sostenitore della Madonna dei Ghiacciai, morto il 30 gennaio a 91 anni, è stata presentata dal nipote Giovanni Ghirardo con il figlio Stefano, mentre il profilo è stato letto dalla nipote Bruna Colombo.

Così lo ricordano gli amici e i suoi confratelli Salesiani:

“Carissimo Don Luciano, hai avuto una lunga esistenza e non basterebbero pagine e pagine per descrivere la tua personalità dinamica, poliedrica e creativa.

Hai amato ed imitato don Bosco consumando la tua vita senza risparmiare fatiche e sacrifici.

Hai fatto dell’oratorio Il luogo privilegiato dove incontrare il Signore nei giovani.

Hai ammirato, contemplato e goduto della bellezza di Dio nell’amore al creato ed alle montagne.

Hai purificato il tuo animo nell’esperienza della sofferenza sostenuto da una filiale devozione

a Maria Ausiliatrice.

Ora ti pensiamo in cielo mentre sei alla ricerca di qualche nuvola da scalare e qualche salita pedalabile. Non da solo però, ma seguito da un bel gruppo di giovani tutti rigorosamente in fila indiana dietro a colui che è stato per loro una guida.”

Presenti alcuni amici di S. Benigno Canavese suoi oratoriani: Di Biase Valerio, Taraglio Bruno, Taraglio Rossella, Vallero Carlo, Bellezza Michele, Albo Agostino, Beatrice Mary, Contratto Paolo, e la famiglia Micheletto: Paolo, Ornella ed il piccolo Cristian di 11 anni.

 

La quinta fiaccola è in ricordo di Franco Giuliano, 67 anni di Mezzenile (Torino) travolto da una valanga nella Valgrisenche, poco sotto la vetta del Rutor il 20 aprile insieme a Pietro Gilodi. A presentare la fiaccola il figlio Alberto Matteo, mentre il profilo è viene letto dalla moglie Marina Fornelli.

 

Così lo ricorda la sua famiglia:

“Chi ha conosciuto Franco ha potuto apprezzarne la lealtà, l’onestà, la sincerità e la capacità lavorativa. Era una persona che dava sicurezza.

È stato un buon compagno di vita come marito ed un padre meraviglioso per Alberto: è stato il suo maestro, il suo punto di riferimento.

E da tre anni era il paziente, dolce e tenero nonno di Valentina.

Ma Franco amava la montagna in tutte le sue sfaccettature, in tutte le stagioni.

Lui aveva bisogno di andare in montagna per stare bene.

E noi lo lasciavamo andare, l’importante era che tornasse a casa….. è sempre stato così fino a mercoledì 20 aprile….. quel giorno non è più tornato…

Ha lasciato un vuoto incolmabile.”

 

La sesta fiaccola in ricordo di Pietro Gilodi, 60 anni di Cellio (Vercelli) ex gestore del Capanna Margherita e volontario del Soccorso, travolto da una valanga nella Valgrisenche, poco sotto la vetta del Rutor il 20 aprile 2016 insieme a Franco Giuliano viene presentata da Recrucolo Lara mentre il nipote Davide Recrucolo, Comandante della stazione della Guardia di Finanza di Riva Valdobbia, legge il profilo da lui scritto:

“Piero si è avvicinato alla montagna dal nulla, iniziando sul Monte Rosa in modo umile, fino a sfociare in una vera e propria passione per tutte le montagne. Ad un certo punto della sua vita, ha deciso di vivere la montagna nella sua totalità e non solo andarci per scopo ricreativo. Diventa così, Gestore della Capanna Gnifetti e del Rifugio Margherita, ma le montagne europee non bastavano più, e la sua curiosità lo ha portato in varie parti del mondo, dalle Ande del Sud America alle Montagne del Nord America, Africa e Asia, ma soprattutto in Nepal dove si sentiva a casa.”

 

La settima fiaccola in ricordo di Daniela Cartotto, 45 anni, di Borgosesia, morta il 24 aprile presso l’alpe Mud, nel Vallone Mud, socia del CAI Varallo viene presentata dal figlio Magg. Andrea Longhini mentre il marito Giuseppe Tisato legge il profilo da lui scritto.

 

 “Daniela è stata soprattutto madre.
I suoi figli Andrea, Francesca e Alice sono sempre stati la sua priorità,
Per loro ha lottato, combattuto e sofferto per garantire loro un futuro sereno.
Non ha avuto una vita facile, ma ha sempre affrontato le avversità senza scoraggiarsi, come un’ascesa in montagna.
La montagna per lei era pace, tranquillità, solitudine.
Era un sostegno per chiunque le stesse vicino e ne avesse bisogno.

Per noi suoi cari è stata sostanza, progetti e forza.

Ora da lassù, dove sei arrivata, proteggici e guidaci come facevi quando eri con noi.

Ciao Dany.”

Presenti gli amici del CAI di Varallo che nel 2017 celebra i 150 anni di fondazione: il presidente Paolo Erba, il past-president Giorgio Salina, Gianola Pietro, Vidali Italo, Madoni Roberto, Artoni G..

Presenti alla cerimonia anche altri associati CAI: Turco Simone e Daniela Coppo, CAI Vercelli; Visca Viviana, CAI Scopello; Tesi Mariapaola e Fivizzoli Stefano, reggente della sottosezione CARIFI (Cassa di Risparmio Firenze)  del CAI di Firenze; Bertelle Armando e Pession Lucio, CAI Chatillon; Cerruti Tomaso e Nora, CAI Varazze e molti altri amici come la famiglia Lorenzon Giacomo, Tommaso e Dario e tanti fedelissimi a questo appuntamento.

A tutti i presenti, soprattutto a quelli che involontariamente avrò dimenticato o che non hanno lasciato il nominativo della loro presenza, va certamente un grazie di cuore così pure a vittorio Lanza con gli amici dei cori biellesi che hanno animato con il canto la S. Messa; a Massimo Configliacco, istruttore ISA, per il prezioso servizio di fotografia.

 

Il 2017 sarà il 50° anniversario dell’inaugurazione e benedizione della Cappellina che è avvenuta esattamente il 5 agosto del 1967. La provvidenza vuole che il primo sabato di agosto del 2017 sia proprio il giorno 5 e quindi celebreremo questo avvenimento a 50 anni esatti!!!

Il vescovo benedicente di allora fu l’allora vescovo di Ivrea Mons. Luigi Bettazzi che così scrisse nel libro dei visitatori:

“Nella pace maestosa di questo balcone che dal Monte Rosa guarda l’Italia, raccolti nel mesto ricordo di don Aristide Vesco e di quanti da queste montagne sono saliti al cielo, inauguriamo la Cappella che a tutti richiamerà il pensiero di Dio, creatore di queste montagne, della nostra mente e del nostro cuore, tutti invitando a offrire gioiosamente le ascensioni sulle montagne e le ascensioni della vita, tutti insegnando quella fraterna solidarietà che trova nella montagna la sua ispirazione ed il suo alimento.”

Mons. Bettazzi è stato presente più volte alla cappellina: ne ha celebrato il 25°, il 30° anniversario e le celebrazioni del 1993 e 1999. Attualmente ha la bellezza di 93 anni e ad oggi è l’unico vescovo cattolico italiano ancora vivente presente al Concilio Vaticano II. Alla proposta di salire il prossimo anno, come 50 anni fa, alla Cappellina per presiedere la S. Messa non ha negato la sua possibile presenza compatibilmente con la sua salute. Per questo invito tutti a sperare e a pregare, per il suo ministero di vescovo ancora fervido, e perchè possiamo averlo con noi a questa celebrazione.

Gli anniversari della Cappellina sono strettamente legati agli anniversari del CAI Varallo proprietario del Rifugio Gnifetti. Infatti in quel lontano 1967 si festeggiavano i 100 anni della fondazione del CAI Varallo che per l’occasione aveva totalmente rifatto il Rifugio Gnifetti inaugurato il 10 settembre con una S. Messa celebrata proprio all’interno della Cappella.

 

L’augurio è che il prossimo 5 agosto ci possiamo ritrovare tutti insieme per poter festeggiare con solennità e devozione questo 50°. Vi invito già fin d’ora a programmare la vostra presenza, sarebbe un bel segno in nome di tutti quei cari che sono là ricordati e delle loro famiglie.

A tutti voi giungano i miei più cari auguri di un Santo Natale ed un sereno anno nuovo.

Faccio mio per ciascuno di voi l’augurio che la Chiesa ci offre nella liturgia del 1° gennaio:

“Ti benedica il Signore e ti custodisca.

Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia.

Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”.

Un caro saluto a tutti, preghiamo gli uni per gli altri.

don Vincenzo Caccia

PS: Nel biglietto augurale di Natale il logo pensato per il 50° in versione natalizia.

 

 

Per informazioni:

Don Vincenzo Caccia

Scuole Professionali Salesiane,

P.za Guglielmo da Volpiano, 2

10080 S. Benigno Canavese (TO)

Tel. 011-9824311; cell. 3391934327

Email: vincenzo.caccia@31gennaio.net

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Lettera di Natale 2015

Leggi la lettera di Natale che Don Vincenzo Caccia ha inviato a tutti gli amici della Madonna dei Ghiacciai. La lettera è in formato Pdf.

Lettera Natale 2015