Fedeltà al primo sabato di agosto 2020

Carissimi amici della cappellina della Madonna dei Ghiacciai, in questo difficile periodo che ha costretto tutto il mondo a fronteggiare l'emergenza COVID-19, anche noi abbiamo dovuto ripensare all'opportunità di riunirci ancora una volta per testimoniare la nostra Fedeltà al Primo Sabato di Agosto. In questo video messaggio il nostro amato don Vincenzo riporta, anche con molta emozione, le conclusioni cui siamo arrivati. Grazie al suo sforzo la serie delle celebrazioni non verrà interrotta nemmeno in questa occasione ma noi, costretti a rimanere quaggiù, ci impegnamo a partecipare almeno col cuore alla Santa Messa.

Se tecnicamente possibile cercheremo di trasmettere in streaming la celebrazione, in caso contrario vi assicuriamo almeno una sintesi registrata, in modo da poter rivivere le emozioni che quest'anno ci sono state negate. Buona visione.



Locandina 2019

Carissimi amici della cappellina della Madonna dei Ghiacciai, ecco la locandina della festa che faremo SABATO 3 AGOSTO e coloro che ricorderemo nella S. Messa. Come al solito il file è liberamente scaricabile con l'invito a diffondere a chi può essere interessato l'iniziativa.

L'augurio è quello di poterci trovare insieme per questo momento di preghiera sempre così toccante e così bello.

Le novità di quest'anno le trovate nell'allegato.

Un caro saluto a tutti ed un ricordo nella preghiera.

A presto,
don Vincenzo


Lettera di Natale 2018

Carissimi amici della Cappellina della Madonna dei Ghiacciai,
anche quest’anno vi raggiungo in occasione del Natale, con un resoconto, soprattutto per coloro che non hanno potuto essere presenti, della giornata vissuta insieme sabato 4 agosto.

don Ugo Casalegno

Anche quest’anno il tempo ci ha accompagnati ed ha favorito lo svolgimento della celebrazione della S. Messa presieduta da don Ugo Casalegno, parroco di Gressoney St. Jean e La Trinitè: la Cappellina si trova nel territorio della sua parrocchia che si estende fino ai ghiacciai del Monte Rosa e oltre!!! A concelebrare, oltre al sottoscritto: don Marco Cena, salesiano, parroco a Torino Michele Rua, don Ezio Caretti, parroco a Borgosesia, e un altro sacerdote di cui non sono riuscito a prendere i dati e che comunque ringrazio vivamente.

Quest’anno nella S. Messa abbiamo ricordato:

GIANFRANCO TOSO , anni 54,  Scuola
di Alpinismo CAI PADOVA, disperso sul Breithorn l'8 luglio 2017.

Ho
avuto l’opportunità di incontrare i suoi amici e Riccardo Parisi, suo compagno
di cordata nell’ultima salita al Breithorn. Purtroppo, data la distanza, non
hanno potuto essere presenti ma hanno assicurato una preghiera ed un ricordo in
unione spirituale con la nostra celebrazione.

Così
lo ricordano:

  "Gianfranco" per i suoi familiari,
"Prof" per i suoi studenti, "Signor amministratore" per i
suoi clienti, "il conte" per chiunque incontrasse la sua signorilità,
"GF" per tutti gli amici. Questo alpinista dai mille
volti aveva un'enorme passione per la montagna che sapeva
trasmettere  a tutti con l'esperienza di un maestro e l'entusiasmo di
un bambino.  Un fuoco, una pulsione, come li definiva lui, che
lo portava su cime sempre più alte su ghiacciai immensi.  Non era lui a
scalare, la montagna lo aveva scelto, la montagna gli era salita nel
cuore.  Quando rientrava a casa e svuotava lo zaino aveva l'anima
piena.  L'universo verticale lo ha aiutato a sfidare i suoi cieli neri
legati alla quotidianità, rendendolo un uomo migliore.  

Noi Ti ricordiamo con il tuo sorriso soddisfatto,
pieno di luce e di sogni, un cristallo di ghiaccio luminoso sul Breithorn.

Il nostro amore per te ci ha resi tutti migliori, grazie
GF. 

I tuoi amici.”

BOSONETTO DORIANO, nato il 05.08.1956, mancato all’affetto dei
suoi cari il 29.03.2018

Per lui erano presenti: il figlio Mirko che ha presentato la
fiaccola e la cugina Doriana che ne ha letto il profilo; a rappresentare il Cai
di Verres Sandro Dallou e Sonia Cestonaro.

Così lo ricordano:

“Socio della Sezione CAI di Verrès dal 1978,
hai amato e frequentato le tue montagne sia in solitaria che in gruppo. Sei
sempre stato disponibile per le manifestazioni organizzate dal sodalizio, in
particolare per l’incontro dell’amicizia tra le genti del Monte Rosa, senza mai
sottolineare il tuo lavoro. Il tuo amore per la montagna lo hai manifestato
anche con le tue ultime volontà e le tue ceneri riposeranno sul Mont Glacier.

Ci piace pensare, che tu sia solo
nascosto......sarai sempre nei nostri pensieri e nei nostri cuori fino
all'ultimo dei nostri respiri.

                                               Ciao
Papà”

ALPINISTI STRANIERI
periti nell’anno:

Un alpinista belga precipitato dalla cresta
del Lyskamm il 15 luglio 2017.

Due giovani alpinisti tedeschi, un ragazzo e
una ragazza - Lukas Wien di 23 anni e Nele Wehner di 21, entrambi
studenti di Medicina, precipitati dalla cresta Sella al Liskamm il 26 agosto
2017.

Una donna di nazionalità russa dispersa nella
zona del ghiaccio del Lys, sul versante sud del Monte Rosa, il 28 aprile 2018.

Un 17enne di origine giapponese, abitante nel
Canton Zurigo, precipitato in un profondo crepaccio a 3200 metri di quota nel
Grenzgletscher, sopra la capanna Monte Rosa l’11 maggio 2018.

Per loro e per  tutti
i nostri cari defunti è stata recitata questa bellissima preghiera che possiamo
fare nostra:

"LA MORTE NON E’ NIENTE"

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.

Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato,
che ti è familiare;

parlami nello stesso modo affettuoso che hai
sempre usato.

Non cambiare tono di voce, non assumere
un’aria solenne o triste.


Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!


Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.

La nostra vita conserva tutto il significato
che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.


Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,

solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte,
proprio dietro l’angolo.

Rassicurati, va tutto bene.


Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.                                                  
(Henry
Scott Holland)

Fiaccole

Prima della benedizione finale è stata
presentata e poi benedetta la fiaccola dei

Giovani della Valle d’Aosta  che la domenica 5 agosto avrebbero iniziato il
loro pellegrinaggio verso Roma per incontrare Papa Francesco l’11-12 in
occasione del Sinodo sui giovani.

Lunedì 6 agosto il gruppo di pellegrini (circa 110) ha fatto tappa nella nostra casa salesiana di Chatillon, dove io risiedo, e nella S. Messa serale, presieduta dal Vicario episcopale don Fabio Bredy la fiaccola è stata consegnata loro. Giunti a Roma è poi stata deposta nella Cappella di S. Pellegrino all’interno delle mura vaticane.

Al termine della S. Messa il consueto saluto del Presidente
del CAI Varallo, proprietario della Capanna Gnifetti. quest’anno un
neo-presidente donna: dopo 150 anni di storia, festeggiati egregiamente e senza
sentirne l’età l’anno scorso, il CAI Varallo ha un presidente donna Susanna Zaninetti che
succede a Paolo Erba che ha traghettato la Sezione nell’anno dei
festeggiamenti.

A tutti i partecipanti e a coloro che si sono uniti spiritualmente a tutti
coloro che hanno collaborato per la buona riuscita della giornata va il mio
ringraziamento e la mia preghiera per tutte le vostre necessità. Vorrei lasciarvi
un pensiero natalizio che mi permetto di prendere dal documento finale del
Sinodo “I giovani, la fede e il
discernimento”
.

Come sapete la Chiesa ha vissuto nel mese di ottobre l’esperienza
di questo Sinodo. È  stato un momento
forte di Chiesa vissuto nell’ascolto dei giovani alla luce dello Spirito Santo.
Le conclusioni di questo documento sono un invito, in particolare per noi
adulti, a vivere una vita cristiana “autentica,
luminosa, trasparente e gioiosa”
. Accogliamo questo invito come cammino natalizio
e come cammino di vita personale:

“Dio «ci
vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre,
annacquata, inconsistente» (FRANCESCO, Gaudete et exsultate, n. 1). La santità
trova la sua fonte inesauribile nel Padre, che attraverso il suo Spirito ci
invia Gesù, «il santo di Dio» (Mc
1,24) venuto in mezzo a noi per renderci
santi
attraverso l’amicizia con Lui, che porta gioia e pace nella nostra
vita…. Noi dobbiamo essere santi per poter invitare i giovani a diventarlo…. I
giovani hanno bisogno di santi che formino altri santi, mostrando così che «la
santità è il volto più bello della Chiesa» (FRANCESCO, Gaudete et exsultate, n.
9).” (Sinodo n. 165-166)

A voi tutti i più sinceri auguri di un

SANTO
NATALE E SERENO ANNO NUOVO

L’appuntamento per il prossimo anno sarà Sabato 3 agosto 2019
nella speranza di ritrovarci tutti insieme di nuovo per pregare per i nostri
cari.

A tutti un caro saluto, un abbraccio fraterno ed una preghiera.

Il Signore vi benedica.

don Vincenzo Caccia

Per Informazioni:

Istituto Don Bosco

Via Tornafol, 1

11024 Chatillon (AO)

Tel. 0166-560111

Cell. 3391934327Email: vincenzo.caccia@31gennaio.net


Locandina 2018

[dt_fancy_title title="Locandina 2018" title_align="left" title_size="h4" title_color="title" separator_style="disabled"]

Carissimi amici della Cappellina della Madonna dei ghiacciai,

eccovi la locandina della festa di quest’anno.
La speranza è di poterci incontrare e pregare insieme per i nostri cari defunti.
L’invito è di estendere l’iniziativa a coloro che conoscete e possono essere interessati.
Potete anche inviarmi l’ indirizzo email di coloro che desiderano ricevere notizie della Cappellina.
Un arrivederci a tutti, una benedizione ed una preghiera.
don Vincenzo


Sabato 4 agosto 2018 ore 12:00

Quest’anno la S. Messa sarà presieduta da don Ugo Casalegno, parroco di Gressoney at. Jean et Trinitè.

Durante la celebrazione ricorderemo:
Gianfranco Toso: 50enne di Montà aspirante accompagnatore sezionale di escursionismo del CAI di
Padova, disperso sul Breithorn centrale l’8 luglio 2017. L’ipotesi secondo i soccorritori è che l’uomo sia
precipitato dalla cresta lungo la parete Nord, probabilmente per un distacco di una cornice di neve.
Altri sono stati i caduti di quest’anno, tutti stranieri:
Un alpinista belga precipitato dalla cresta del Lyskamm il 15 luglio 2017.
Due giovani alpinisti tedeschi, un ragazzo e una ragazza – Lukas Wien di 23 anni e Nele Wehner di 21,
entrambi studenti di Medicina, precipitati dalla cresta Sella al Liskamm il 26 agosto 2017.
Una donna di nazionalità russa dispersa nella zona del ghiaccio del Lys, sul versante sud del Monte Rosa, il
28 aprile 2018.
Un 17enne di origine giapponese, abitante nel Canton Zurigo, precipitato in un profondo crepaccio a 3200
metri di quota nel Grenzgletscher, sopra la capanna Monte Rosa l’11 maggio 2018.
Di questi ultimi, in quanto stranieri, è difficile riuscire a contattare i familiari ed anche poter sperare in una
loro presenza alla celebrazione, però è giusto ricordarli per cui verrà presentata una fiaccola che ricorda
tutti gli alpinisti stranieri che in questi anni sono morti sul Monte Rosa.


Per raggiungere Capanna Gnifetti (0163.78015) o il rifugio Città di Mantova (0163.378150) si possono utilizzare le funivie:

Monrosa di Alagna (0163.922922) che entrerà in funzione dalle 7.30 alle 13.00, dalle 14.15 alle 17.30 ed innalza fino al passo dei Salati – Punta Indren (3250 m.);

Monterosa Stafal – Gabiet – Salati – Punta Indren” (3250 m.) di Gressoney dalle ore 7.30 alle 17.00 (0125.367111).

Se qualcuno volesse utilizzare l’elicottero telefoni a E.T.I. di Varallo, o al sig. Remo De Prà (0163.52487, o al 329.2333392); le persone che saliranno con l’elicottero dovranno essere attrezzate per scendere a piedi, in caso di maltempo. Si può programmare utilmente il pernottamento in rifugio la sera precedente.

Supponiamo che siano presenti, anche quest’anno, i membri della commissione medica del C.A.I.

.


Auguri di Buona Pasqua 2018

Auguri di Buona Pasqua 2018

 

Carissimi amici della Cappellina della Madonna dei Ghiacciai,

 

Vi giungano i più sinceri auguri di una Santa Pasqua.

Trovate in allegato un biglietto di auguri  --> Santa Pasqua 2018

 

Condivido con voi anche questo bellissimo pensiero che mi è giunto come augurio:

 

Auguro a tutti noi

occhi di Pasqua, capaci di guardare 

nella morte sino a vedere la vita,

nella colpa sino a vedere il perdono,

nella separazione sino a vedere l'unità,

nelle ferite sino a vedere la gloria,

nell'uomo sino a vedere Dio,

in Dio sino a vedere l'uomo,

nell'Io sino a vedere il Tu.

E insieme a questo, tutta la forza della Pasqua!

Klaus Hemmerle(Vescovo di Aachen dal 1975 al 1994)

 

Vi segnalo anche che si arricchisce il nostro sito internet con una nuova pagina dedicata ai cadutiIn questa sezione verranno caricati, poco per volta, i profili di tutti i caduti di questi 50 anni che sono anche presenti sul libro dei caduti custodito all'interno della Cappellina.

Inoltre il materiale presente è stato organizzato per sezioni ed argomenti.

Un ringraziamento particolare a tutti quelli che seguono e aggiornano il sito e in particolare a Francesco Ruffino che ha ricoperto questo incarico per molto tempo.

Un arrivederci a tutti per il prossimo appuntamento che sarà

 

                              SABATO 4 AGOSTO

 

per l'annuale S. Messa in suffragio dei caduti.

Speriamo che le abbondanti nevicate di quest'anno possano conservare il ghiacciaio di Indren ed il nevaio finale in condizioni migliori di quelle dell'anno scorso!

Il Signore benedica ciascuno di voi, le vostre famiglie, le persone a voi care.

Un ricordo nella preghiera per i vostri cari caduti in montagna che da lassù ci accompagnano lungo le strade della vita.

Nella speranza di rivederci:

un caro saluto ed un abbraccio fraterno a tutti voi.

 

don Vincenzo Caccia


Lettera di Natale 2017

 

Carissimi amici della Cappellina della Madonna dei Ghiacciai,

immagino che ciascuno di voi abbia ancora nel cuore il ricordo e la gioia profonda per la stupenda giornata che, sabato 5 agosto, abbiamo vissuto insieme, per festeggiare degnamente il 50° della Cappellina, complice un tempo meraviglioso che ci ha fatto gustare le meraviglie della montagna!

GRAZIE ancora di cuore per la vostra presenza numerosa, cordiale e devota segno di affetto e fedeltà a questo momento così bello e significativo. Presenza talmente numerosa che persino gli impianti di risalita quel giorno hanno dovuto fare delle corse extra-orario per poter portare a valle tutte le persone salite lassù per questo avvenimento.

Ho impressa nella mente l’immagine della fila di persone, che arrivava fino ai gradini di accesso della Capanna Gnifetti, in attesa di scendere la piccola ferrata che collega il nevaio sottostante al Rifugio. Penso non abbiano quasi mai visto una scena del genere!!!

Un grazie particolare a chi è partito da molto lontano per essere presente: la delegazione svizzera e quella del CAI di Fivizzano, in Toscana.

Un grazie anche ai sacerdoti presenti: don Ezio Caretti, parroco a Borgosesia, don Marco Cena parroco a Torino-Monterosa, don Michele Dosio prete torinese e don Bunino Serafino, parroco di Rosta.

La presenza non ha bisogno di commenti: esprime da sè tutto l’affetto, l’amicizia, l’amore che ci lega ai nostri cari.

La giornata, come avete saputo, è stata caratterizzata da due incidenti, per fortuna senza gravi conseguenze per la vita. Alle “rocce Casati” Carlo, appartenente al gruppo del Cammino di luce di Pray, è precipitato per una quindicina di metri; così pure è scivolata per tutto il nevaio sottostante alla Gnifetti la sig.ra Claudia Contessa, moglie di Bruno Taiana, ricordato nella S. Messa. Le conseguenze della caduta, per tutti e due, avrebbero potuto essere molto più gravi e ritengo che la Madonna dei Ghiacciai abbia messo la sua mano protettrice!

 

Avrebbe dovuto presiedere la celebrazione don Carlo Elgo, parroco di Alagna, quale successore di don Giovanni Gnifetti, nel 150° anniversario della morte. Purtroppo la morte della sorella Laura, avvenuta qualche giorno prima, non gli ha permesso di esserci. In sostituzione avrebbe dovuto presiedere l’Eucarestia don Ugo Casalegno, parroco di Gressoney: la cappellina è sotto il territorio della sua parrocchia! Purtroppo, causa imprevisti, pure lui non ha potuto essere presente. Entrambi si sono uniti a noi spiritualmente.

È toccato quindi al sottoscritto presiedere l’Eucarestia.

Numerosi sono stati i messaggi di partecipazione che sono giunti da più parti: in particolare da Mons. Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea che inaugurò la Cappella 50 anni fa, da Mons. Franco Lovignana, Vescovo di Aosta, da don Angel Fernandez Artime, Rettor Maggiore della Congregazione dei Salesiani e 10° successore di don Bosco, da don Enrico Stasi, superiore della Ispettoria Salesiana ICC, Piemonte-Valle d’Aosta e Lituania, a cui appartengo, da Luigi Bianco, Presidente del CAI Valle d’Aosta.

Il ricordo dei caduti è stato un momento veramente commovente e coinvolgente. Quest’anno erano veramente tanti!! Si è sentita molto viva la carica di emozioni che c’era nel cuore di ciascuno, soprattutto di molti parenti ed amici presenti e qualche lacrima è scivolata sul volto.

Purtroppo non mi è stato possibile recensire tutte le presenze e i tutti i nominativi di chi ha letto i profili e ha retto la fiaccola ricordo. In compenso siamo riusciti a realizzare il filmato di questo momento significativo. Lo potete trovare nella galleria di Flickr del sito della Cappellina.

nell’album titolato “Video-profili 2017”, mentre le foto sono nell’album “50° Cappellina: 5 agosto 2017”.

Il filmato è stato suddiviso per ogni persona ricordata durante la S. Messa:

 

ANDREA GHIARDI: 46 anni, morto il 29 novembre 2015 stroncato da un infarto, alla Colma di Mombarone, guida alpina, vice-presidente delle guide alpine di Gressoney. Presente la moglie Cristina che ne ha tracciato il profilo e, visibilmente commossa, ha chiesto al sottoscritto di leggerlo.

 

 

 

PAOLO LUGLI, 56 anni, morto il 24 luglio 2016 precipitando dalla cresta dello Stolemberg. Purtroppo il fratello Claudio, che ne ha scritto il profilo, non ha potuto essere presente fisicamente, data anche la distanza.

 

 

 

 

 

GIOVANNI BOGGIO ha perso la vita il 22 agosto 2016, all’età di 75 anni, precipitando durante un’escursione in Valle d’Aosta lungo la cresta del M. Maurin in Valgrisenche. Il fratello Nelson ne ha tracciato il profilo, presenti alcuni amici del CAI di Biella.

 

 

 

 

 

RAPHAËL BERCLAZ 49 anni, architetto, FRÉDÉRIC ZUFFEREY 48 anni, informatico entrambi di Mollen, DANIEL SALAMIN 35 anni, imprenditore di Veyras tutti morti il 28 agosto 2016 per la caduta di una cornice di neve al Colle Gnifetti. Per loro era presente una numerosa delegazione svizzera di amici. Un grazie a Mario Michela, uno dei ragazzi costruttori della cappella, che ha fatto da tramite con i parenti dei caduti.

 

 

 

 

 

LODOVICO SELLA, 87 anni, morto il 26 settembre 2016, discendente del fondatore del CAI Quintino, e di Vittorio, "l'inventore" della fotografia di montagna, presidente della sezione di Biella per tre mandati e tra i fondatori di Mountain Wilderness. Il profilo è stato scritto dalla figlia Angelica e letto da un nipote.

 

 

 

 

 

BRUNO TAIANA, 78 anni, morto il 10 novembre 2016, socio del Club Alpino Italiano, istruttore per molti anni della Scuola nazionale di alpinismo. Il profilo è stato scritto dalla moglie Claudia Contessa e letto dagli amici presenti.

 

 

 

 

MARTINA MAZZON, 22 anni, morta il 21 dicembre 2016, per malattia, iscritta al Cai di Biella dal 2010 e frequentante la Scuola di scialpinismo. Il profilo è stato scritto e letto dalla mamma Elisabetta Alberto, mentre la fiaccola era tenuta dal papà Ermanno.

 

 

 

 

DARIO BUSCA, 83 anni, guida alpina emerita di Gressoney, custode della Capanna Margherita insieme allo zio, e uno dei portatori della statua del Cristo delle vette, mancato il 3 febbraio 2017. Presente la moglie Carla che ne ha anche letto il profilo.

 

 

 

 

MAURO FRANCESCHINI, 58 anni, istruttore nazionale di alpinismo, ANTONELLA GALLO, 51 anni bancaria, ANTONELLA GERINI 50 anni, architetto e FABRIZIO RECCHIA, 51 anni istruttore di alpinismo e arrampicata libera tutti morti il 16 febbraio 2017 per il crollo della cascata di ghiaccio "Bonne Année" a Gressoney-Saint-Jean. Presenti una numerosa delegazione del CAI di Fivizzano. Un grazie particolare all’amico Massimo Terenzi che ha fatto da tramite con i parenti dei caduti.

 

 

 

 

PIERO FRASSATI, 69 anni, morto il 4 maggio 2017; tra i fondatori del Soccorso Alpino biellese e istruttore sezionale della Scuola Nazionale di Alpinismo del Cai “Guido Machetto”. Il profilo è stato redatto dalla moglie Nicoletta e letto dal figlio Federico mentre la fiaccola era tenuta dall’amico Piero.

 

 

 

 

 

NANDO CASSINA, 64 anni, morto il 26 giugno 2017, socio del Cai di Verres, Istruttore di alpinismo e promotore della Scuola Interregionale di Alpinismo Liguria- Piemonte-Valle D’Aosta. Il profilo è stato letto da Piera Squinobal, presidente del CAI Verres presente una nutrita delegazione del CAI Verres.

 

 

 

 

 

 

La mamma di Martina Mazzon mi ha inviato un ringraziamento che ben riassume i sentimenti che tutti i presenti possono aver provato; lo condivido con voi:

“Caro Don Vincenzo,

anche da parte nostra un ringraziamento fortissimo che viene dal cuore.

Sabato è stato per noi bellissimo e sa perché?  Perché abbiamo sentito la sua messa veramente VIVA. Qualcosa di speciale, grandioso che non si può descrivere a parole, ma che si può solo percepire nelle profondità silenziose.

Siamo stati tutti avvolti dalla Grazia del Padre ed eravamo veramente tutti una grande famiglia senza distinzioni di chi era bello, o vecchio, o credente, o curioso, o lì per caso…….

Abbiamo tutti bisogno di credere, la fede aiuta l’uomo nella gioia e nel dolore. Abbiamo tutti bisogno di un disegno di Bene che porti al Bene.

Sono sicura che la sua messa è stata nutrimento per gli animi di tutti.

Le faccio i miei migliori auguri per la nuova missione: forza, coraggio e occhi di lince !!!!

Un forte abbraccio dalla mamma di Martina Mazzon”

Prima della benedizione finale è stata accesa la fiaccola del “Cammino di luce di Pray” in cui la Cappellina è stata inserita insieme ad altri Santuari mariani d’Italia.

Inoltre all’interno delle iniziative per i 150 anni della fondazione del CAI Varallo in occasione del 150° anniversario della morte di DON GIOVANNI GNIFETTI è stata presentato dal presidente Paolo Erba e letto dalla Vice-presidente Susanna un profilo dell’abate e successivamente benedetta la targa preparata per questo anniversario che è stata poi collocata nella Capanna Gnifetti.

Inoltre è stata presentata la targa, in legno, con il logo del 50° della Cappellina, pirografata dal Salesiano don Francesco Gibin e benedetta da Mons. Luigi Bettazzi in occasione della registrazione del suo audio messaggio. Nel pomeriggio la targa è stata posta all’interno della Cappellina.

Un grazie particolare a tutti coloro che si sono resi disponibili per rendere questa giornata così bella. Vi posso assicurare che sono tanti. Un grazie alle autorità presenti del CAI, del Soccorso alpino, della Guardia di Finanza.

Un grazie al Sig. Giuliano Masoni e ad Erika, del Rifugio Gnifetti, per l’ospitalità ed il supporto tecnico che ci hanno riservato nei giorni dei lavori alla Cappellina.

Un grazie anche a Barbara Marini, ideatrice e disegnatrice del logo del 50°, e collaboratrice nei lavori di manutenzione di quest’anno (verniciatura della porta esterna, dato impregnante sia alla porta interna che alla staccionata).

Un grazie anche a Valerio Di Biase e Massimo Configliacco per le riprese video e le foto.

Un grazie per la vostra generosità nelle offerte a nome dei caduti ricordati nella S. Messa.

Con piacere ho visto che la maglietta e l’adesivo stampati per l’occasione sono stati di vostro gradimento.

Ormai è da due anni che si stanno realizzando dei lavori di mantenimento e di miglioramento della Cappellina, anche per il prossimo anno prevedo di continuare su questa linea. Vi terrò informati!

Intanto nella Galleria di Flickr del sito della Cappellina potete trovare tutte le foto ed i filmati della S. Messa. Se qualcuno avesse delle immagini della celebrazione e volesse inviarmele saranno poi inserite nella galleria di Flickr.

Carissimi, desidero rivolgere a ciascuno di voi il mio augurio in vista del Natale.

Più che usare parole mie lascio che sia don Bosco stesso a parlare e mi faccio semplicemente portavoce del suo pensiero. Un pensiero rivolto principalmente ai ragazzi, ma che può essere fatto nostro a tutte le età.

Nella “Buonanotte” che precedeva una novena di Natale all’Oratorio disse: «Domani incomincia la novena del santo Natale. Due cose io vi consiglio in questi giorni. Ricordatevi sovente di Gesù Bambino, dell'amore che vi porta e delle prove che vi ha dato del suo amore fino a morire per voi. Al mattino alzandovi subito al tocco della campana, sentendo il freddo, ricordatevi di Gesù Bambino che tremava per il freddo sulla paglia. Lungo il giorno animatevi a studiar bene la lezione, a far bene il lavoro, a stare attenti nella scuola per amore di Gesù. Non dimenticate che Gesù avanzava in sapienza, in età e in grazia presso Dio e gli uomini. E soprattutto per amore di Gesù guardatevi dal cadere in qualsiasi mancanza che possa offenderlo. Fate come i pastori di Betlemme: andate spesso a trovarlo. Noi invidiamo i pastori che andarono alla capanna di Betlemme, che lo videro appena nato, che gli baciarono la manina, gli offrirono i loro doni. Fortunati pastori, diciamo noi! Eppure nulla abbiamo da invidiare, poiché la stessa loro fortuna è pure la nostra. Lo stesso Gesù, che fu visitato dai pastori nella sua capanna si trova qui nel tabernacolo. L'unica differenza sta in ciò, che i pastori lo videro cogli occhi del corpo, noi lo vediamo solo colla fede, e non vi è cosa, che possiamo fargli più grata, che di andare spesso a visitarlo. E in qual modo andare a visitarlo? Principalmente con la frequente Comunione. Altro modo poi è di andare qualche volta in chiesa lungo il giorno, fosse anche per un solo minuto».

Che non ci capiti di festeggiare il Natale senza il festeggiato: il Bambino Gesù perché troppo occupati a comperare i regali, a cucinare pranzi o cene, a partire per viaggi ecc…

A voi tutti i più sinceri auguri di un

SANTO NATALE E SERENO ANNO NUOVO

L’appuntamento per il prossimo anno sarà Sabato 4 agosto 2018 nella speranza di ritrovarci tutti insieme di nuovo per pregare per i nostri cari.

A tutti un caro saluto, un abbraccio fraterno ed una preghiera.

Il Signore vi benedica.

don Vincenzo Caccia

La luce guardò in basso

La luce guardò in basso
e vide le tenebre:
"Là voglio andare" disse la luce.

La pace guardò in basso
e vide la guerra:
"Là voglio andare" disse la pace.

L'amore guardò in basso
e vide l'odio:
"Là voglio andare" disse l'amore.
Così apparve la luce
e inondò la terra;
così apparve la pace
e offrì riposo;
così apparve l'amore
e portò la vita.

"E il Verbo si fece carne
e dimorò in mezzo a noi"

Per informazioni:

Istituto Don Bosco

Via Tornafol, 1

11024 Chatillon (AO)

Tel. 0166-560111

Cell. 3391934327

Email: vincenzo.caccia@31gennaio.net


Caduti 2017

[cq_vc_profilepanel headerimage="5152" headerheight="400" avatartype="image" avatarimage="5119" captiontitle="Dario Busca" elementshape="square"]

83 anni , guida alpina emerita di Gressoney, morto il 3 febbraio 2017.

Così lo ricorda la moglie Carla:

“Dario, uomo di montagna, amante della natura dalla quale ha saputo cogliere insegnamenti per il suo stile di vita semplice, ma costruttivo.

Fin da ragazzo con lo zio è stato custode della Capanna Margherita, poi diventato Guida Alpina ha percorso e raggiunto tutte le vette del Rosa, ventiduenne ha portato il “Cristo” al Balmenhorn. Amico di tutti i frequentatori delle montagne e delle alte cime dall’amicizia ha tratto la sua forza e volontà.

In 53 anni di vita insieme, tutto ciò mi è stato trasmesso io ho cercato di assimilarlo in ogni piccolo dettaglio e di farlo mio, per poter conservare le sue amicizie ed avere la forza di proseguire il mio cammino per le montagne, senza di lui.

Ricordiamolo così: “La montagna e l’amicizia sono state la sua forza.”[/cq_vc_profilepanel]


[cq_vc_profilepanel headerimage="5154" headerheight="400" avatartype="image" avatarimage="5119" captiontitle="Mauro Franceschini" elementshape="square"]

58 anni, istruttore nazionale di alpinismo e arrampicata libera, morto il 16 febbraio 2017 per il crollo della cascata di ghiaccio "Bonne Année" a Gressoney-Saint-Jean.

Così lo ricorda l’amico Massimo Terenzi:

“Caro Mauro, Maurino

sei stato un grande uomo nella vita, un esempio per tutti noi, i tuoi valori, la famiglia in primis, la tua Daniela che adoravi, Sara ed il tuo nipotino Edoardo erano per te gioia felicità e motivo di orgoglio. Hai lasciato a loro il futuro che ti eri costruito con la passione del bello, del gusto e del buono, valori che si trovano nelle persone buone ed oneste che amano le proprie origini e la propria terra.

Istruttore nazionale di alpinismo, istruttore di arrampicata libera, fondatore della scuola di alpinismo “Lunigiana verticale”, appassionato cultore della storia dell’alpinismo. Hai lasciato un ricordo indelebile tracciando negli anni numerose vie di arrampicata, nelle Alpi Apuane, nel gruppo Monte Bianco e perfino in Namibia.

Hai lasciato un vuoto incolmabile dentro a tutti noi.

Ciao capo, da tutti noi.”[/cq_vc_profilepanel]


[cq_vc_profilepanel headerimage="5155" headerheight="400" avatartype="image" avatarimage="5119" captiontitle="Antonella Gallo" elementshape="square"]

51 anni bancaria, morta il 16 febbraio 2017 per il crollo della cascata di ghiaccio "Bonne Année" a Gressoney-Saint-Jean.

 

Così la ricorda la sorella Sonia:

“Nella clessidra dei tuoi giorni, tanti piccoli granelli, il più prezioso si chiamava Amore e fu come una farfalla: se non la tieni scappa via ma, se la stringi troppo, muore.

Allora l'Amore spiccò il volo in cerca di libertà e fu felice.

La farfalla non conta i giorni, vive d'istanti, d'istinto, a volte.... distante.

La vita è troppo breve per sprecarla nel realizzare i sogni degli altri.

Non amavi il poco o il tanto ma l'essenza ed ecco che, nel tuo frenetico, incessante vagare, hai esplorato i giardini della mente, del cuore, dell'anima, bisognosa di un fresco, rassicurante respiro.

Ti sei adagiata sui fiori delle alte vette, trovando il nettare della vita, spazi ricchi di frastornanti silenzi, illuminati da assordanti ma rassicuranti risposte, assaporando finalmente l’agognata pace.

Ogni volta, scendendo a valle, con il battito delle tue ali spargevi i tuoi semi, sperando in un futuro rigoglioso raccolto.

Tu, adorata farfalla, non potevi scegliere il modo di morire, né il giorno, ma hai avuto il coraggio di scegliere come vivere.

Ora lassù ti specchi nel sole e riposi con la luna, felice, perché anche per il semplice volo di una farfalla è necessario tutto il cielo.”[/cq_vc_profilepanel]


[cq_vc_profilepanel headerimage="5156" headerheight="400" avatartype="image" avatarimage="5119" captiontitle="Antonella Gerini" elementshape="square"]

50 anni, architetto. Morta il 16 febbraio 2017 per il crollo della cascata di ghiaccio "Bonne Année" a Gressoney-Saint-Jean.

 

Così la ricorda il fratello Oreste :

“Antonella avrebbe compiuto 50 anni lo scorso due luglio.

Laureata in architettura con grande passione si occupava, soprattutto per Enti pubblici, della progettazione e realizzazione di lavori di recupero e valorizzazione di edifici e strutture di valore storico-culturale.

Da sempre impegnata nel campo sociale è stata uno dei fondatori del gruppo di Amnesty International della Lunigiana, associazione cui ha dedicato tutta se stessa, lottando con caparbietà per la difesa ed il rispetto dei diritti umani. Non ha mai smesso di interessarsi ai più deboli, a coloro che senza colpa hanno sofferto e subito abusi, ai profughi, ai rifugiati. Lo scorso maggio, a Santo Stefano Magra, gli è stato dedicato l’evento “Sogni Ponti Realtà”: la locandina dell’evento recitava “dedicato ad Antonella Gerini per il suo credere nella bellezza dell’umano”, poche parole che raccolgono in un’unica emozione il suo amore per il mondo e per la vita.

E poi la grande passione, fonte di gioie indescrivibili per chi non le vive di persona: l’alpinismo, condiviso anche quel tragico 16 febbraio con gli amici di sempre, i fedeli e fidati compagni di cordata che con lei hanno terminato il viaggio della vita, con corde, moschettoni e piccozza, sulla roccia o sul ghiaccio, con uno sguardo di sfida al mondo ed il sorriso sulle labbra.

Pochi giorni dopo il suo saluto a tutti noi, su un quotidiano che narrava dell’accaduto era riportata una frase che avrebbe detto un’amica di Antonella guardando alcune sue foto mentre affrontava una parete: «Ma io sarei morta di spavento». Antonella avrebbe risposto «Si può anche morire di gioia»; non so se siano state proprio queste parole ad essere pronunciate ma sappiamo che certamente ci hai lasciati facendo quello che amavi, nell’ultima sfida che, se il ghiaccio non ti avesse tradita, avresti vinto con il cuore gonfio di orgoglio.”[/cq_vc_profilepanel]


[cq_vc_profilepanel headerimage="5157" headerheight="400" avatartype="image" avatarimage="5119" captiontitle="Fabrizio Recchia" elementshape="square"]

51 anni istruttore di alpinismo e arrampicata libera. Morto il 16 febbraio 2017 per il crollo della cascata di ghiaccio "Bonne Année" a Gressoney-Saint-Jean.

Così lo ricorda il nipote Giulio Rossetti:

“Fabrizio, 51 anni, sposato con Manuela e padre di Alessio, adesso diciottenne.

È sempre stato innamorato della montagna, la sua grande passione, che lo ha portato a diventare istruttore di alpinismo e ad essere un riferimento per tutti gli appassionati della zona e non solo, scrivendo anche dei libri insieme all’amico di sempre Mauro Franceschini. Professionalmente parlando, aveva studiato ingegneria civile presso l’Università di Pisa, per poi essere assunto alla Motorizzazione di La Spezia, dov’era ed è ancora stimato e rispettato da tutti i colleghi, i clienti e i collaboratori della Polizia, la quale nel giorno dell’ultimo saluto gli ha voluto rendere un omaggio degno di un eroe.

Serio e professionale al lavoro, ma anche in montagna, dove curava ogni minimo dettaglio, si trasformava quand'era a casa con la famiglia o gli amici, dove con la sua simpatia e la sua allegria contagiosa era in grado di strappare un sorriso in qualsiasi momento. Stravagante nei modi di vestire, con i suoi abbinamenti di colori improbabili e i cappellini di lana anche quando faceva più caldo, e nei modi di fare, tant'è che in famiglia veniva anche chiamato Mr. Bean da quante ne ha combinate. Ha lasciato un vuoto incolmabile per tutti: famiglia, amici, colleghi... Ma sarà sempre ricordato e portato nel cuore come un grande scalatore, un grande lavoratore e soprattutto un grande uomo che amava la vita e dava tutto per le persone intorno a lui.”

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[cq_vc_profilepanel headerimage="5159" headerheight="400" avatartype="image" avatarimage="5119" captiontitle="Piero Frassati" elementshape="square"]69 anni, morto il 4 maggio 2017; tra i fondatori del Soccorso Alpino biellese e istruttore sezionale della Scuola Nazionale di Alpinismo del Cai “Guido Machetto”.

Così lo ricorda la moglie Nicoletta:

“Socio C.A.I. volontario sia del Soccorso Alpino locale che istruttore sezionale presso la Scuola di Alpinismo “Guido Machetto“ di Biella: 50 anni di alpinismo fissati in 6 quaderni scritti fitti fitti e che raccontano la sua esistenza attraverso l'attività alpinistica.

La montagna e l'alpinismo erano la parte più intima e gratificante della vita per Piero.

Il passo costante, l'attenzione sul percorso, la precisione dei gesti erano l'espressione del suo modo d'intendere “l'andare in montagna”. Il rispetto per essa, l'attenta valutazione della via, la preparazione necessaria per limitarne i rischi sono le basi attorno alle quali ha costruito il suo impegno in qualità di istruttore. La sua passione per i nodi e le manovre, affinata con la permanenza trentennale nel Soccorso Alpino locale, e trasmessa agli allievi della Scuola, gli è valso il soprannome di “ Péru Grup “.

Lui non amava mettersi in mostra, il suo sapere e la sua conoscenza le metteva al servizio di chi voleva veramente apprendere, semplicemente. Figura minuta, viso cotto dal sole, inseparabile “sciunta” in testa, sguardo attento rivolto verso l'alto, ha percorso tante vie sul M. Bianco, sul M. Rosa (dove ha compiuto la prima salita invernale dello sperone Sud-Ovest della Piramide Vincent, 05/01/1975 ), sul Cervino, sul Monviso, le Grigne e le Dolomiti. La sua attività alpinistica è nata sulle amate montagne biellesi e lì si è conclusa il 12 marzo 2017: questa è l'ultima data riportata sul sesto quaderno iniziato a gennaio.”

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[cq_vc_profilepanel headerimage="5161" headerheight="400" avatartype="image" avatarimage="5119" captiontitle="Nando Cassina" elementshape="square"]64 anni, morto il 26 giugno 2017, socio del Cai di Verres, Istruttore di alpinismo e promotore della Scuola Interregionale di Alpinismo Liguria- Piemonte-Valle D’Aosta.

Così lo ricorda Piera Squinobal, presidente del CAI di Verres:

Nando nel 2004 ha ritirato il distintivo e l’attestato di socio venticinquennale. Agli inizi degli anni ottanta, divenuto istruttore di alpinismo del Cai, ha diretto per 10 anni la nostra scuola “Amilcare Cretier”. È stato uno dei promotori della Scuola Interregionale di Alpinismo Liguria-Piemonte-Valle d’Aosta.

Era una persona sempre presente, attenta, paziente, disponibile. È riuscito a trasmettere alle generazioni di istruttori che ha allevato la passione per la montagna e l’attenzione maniacale per la sicurezza. È grazie a questi insegnamenti che oggi i nostri istruttori sono ancora in grado di trasmettere questi valori a loro volta agli allievi ed ai futuri istruttori. Gli stessi insegnamenti che ci hanno permesso di organizzare tanti corsi di alpinismo e scialpinismo senza incidenti.

Negli ultimi anni si è dedicato, con tanta passione, ai giovani accompagnandoli durante le Settimane Ragazzi, ma anche durante l’anno scolastico in base a progetti concordati con le scuole, per promuovere la conoscenza della montagna ed il suo utilizzo sostenibile. Grazie Nando!”[/cq_vc_profilepanel]


[cq_vc_profilepanel headerimage="5256" headerheight="400" avatartype="image" avatarimage="5119" captiontitle="Gianfranco Toso" elementshape="square"]54 anni, appartenente alla Scuola di Alpinismo CAI di Padova. Disperso sul Breithorn l'8 luglio 2017

Così lo ricordano gli amici:

 "Gianfranco" per i suoi familiari, "Prof" per i suoi studenti, "Signor amministratore" per i suoi clienti, "il conte" per chiunque incontrasse la sua signorilità, "GF" per tutti gli amici. Questo alpinista dai mille volti aveva un'enorme passione per la montagna che sapeva trasmettere  a tutti con l'esperienza di un maestro e l'entusiasmo di un bambino.  Un fuoco, una pulsione, come li definiva lui, che lo portava su cime sempre più alte su ghiacciai immensi.  Non era lui a scalare, la montagna lo aveva scelto, la montagna gli era salita nel cuore.  Quando rientrava a casa e svuotava lo zaino aveva l'anima piena.  L'universo verticale lo ha aiutato a sfidare i suoi cieli neri legati alla quotidianità, rendendolo un uomo migliore.  

Noi Ti ricordiamo con il tuo sorriso soddisfatto, pieno di luce e di sogni, un cristallo di ghiaccio luminoso sul Breithorn.

Il nostro amore per te ci ha resi tutti migliori, grazie GF 

I tuoi amici.”[/cq_vc_profilepanel]


[cq_vc_profilepanel headerimage="5257" headerheight="400" avatartype="image" avatarimage="5119" captiontitle="Claude Chaslin" elementshape="square"]52 anni, alpinista belga precipitato dalla cresta del Lyskamm il 15 luglio 2017.

Precipitato per centinaia di metri dalla cresta del Lyskamm occidentale (4.481 metri) su un pendio di neve o ghiaccio. Il cadavere era a quota 3.700 metri. Sul posto sono intervenuti il Soccorso alpino valdostano e il Soccorso alpino della guardia di finanza di Cervinia. Era partito sabato mattina per la traversata, ma poi non ha piu’ dato notizie e alla sera il gestore del rifugio Quintino Sella al Felik ha dato l’allarme per il mancato rientro. Le ricerche sono state rese difficili dalle pessime condizioni meteo in quota (vento e nubi). Il corpo e’ stato avvistato soltanto la domenica sera successiva durante un sorvolo.[/cq_vc_profilepanel]


[cq_vc_profilepanel headerimage="5258" headerheight="400" avatartype="image" avatarimage="5119" captiontitle="Lukas Wien e Nele Wehner" elementshape="square"]Due giovani alpinisti tedeschi di 23 e 21 anni.

Entrambi studenti di Medicina, sono precipitati dalla cresta Sella al Liskamm il 26 agosto 2017.[/cq_vc_profilepanel]


In questa speciale occasione abbiamo voluto ricordare anche

[cq_vc_profilepanel headerimage="5070" headerheight="400" avatartype="image" avatarimage="5119" captiontitle="Don Gnifetti" elementshape="square"]Giovanni Pietro Francesco, figlio di Cristoforo Gnifetta (cognome poi variato in Gnifetti) e Anna Maria Ghigher, nacque nella notte tra il primo ed il secondo giorno dell’aprile 1801.

Fu ordinato sacerdote il 19 dicembre 1823. Mandato a Alagna fu dapprima cappellano, poi vice parroco ed infine parroco dal 1834 fino al giorno della morte avvenuta nel 1867.

Come scrisse il teologo Giuseppe Farinetti nel suo necrologio: don Gnifetti trascorse i suoi anni sacerdotali in perfetta armonia con gli alagnesi: parlava correttamente l’idioma proprio delle genti di Alagna, la lingua dei Walser, ed “era zelantissimo, di una esattezza e puntualità mirabile. Alto nella persona, di aspetto venerando, la sua voce armoniosa e sonora echeggiava maestosa sotto le volte della chiesa; di indole mite, la sua parola semplice ed affettuosa instillava nella mente e nel cuore dei fedeli una istruzione soda ed illuminata, predicando soprattutto ed insegnando coll’esempio il precetto della carità e dell’amore del prossimo.”

Don Gnifetti, però, non si occupò solo della vita religiosa della parrocchia, ma contribuì in modo determinante a migliorare le condizioni economiche e culturali di Alagna. Per una forte spinta religiosa finalizzata a “contemplare più davvicino la magnificenza delle opere del Sommo Creatore”, don Gnifetti iniziò ad esplorare le montagne, in particolare il Monte Rosa.

Dopo tre tentativi falliti di salire la Signal Kuppe finalmente il 9 agosto 1842 la vetta è conquistata.

Nel 1856 don Gnifetti verrà insignito dal Re di Sardegna della Croce di Cavaliere dell’Ordine dei S. Maurizio e Lazzaro e nel 1866, quando il Club Alpino istituì la prestigiosa categoria dei Soci Onorari, sarà uno dei primi tre “Onorari” insieme al canonico valdostano Georges Carrel ed Enrico Tirone.

Don Gnifetti continuò ad andare in montagna anche in età avanzata:

Nonostante avesse trascorso la sua vita praticamente tutta in Alagna morì a Saint-Étienne il 20 ottobre 1867. La salma venne inumata nel cimitero della città, nel settore riservato ai sacerdoti cattolici.

Le esequie solenni ebbero luogo il 13 novembre ad Alagna.

Le spoglie di don Giovanni Gnifetti torneranno ad Alagna nel 1967, in occasione dei festeggiamenti per i 100 anni della Sezione del CAI di Varallo. Traslate da Saint-Étienne fino sulla sua vetta, vennero lì tumulate in una nicchia ricavata nel muro di sostegno della Capanna Osservatorio “Regina Margherita”.

Nel 1992, in occasione del 150° anniversario della conquista della Punta del Segnale, la comunità di Alagna e la Sezione apposero sul muro della Chiesa Parrocchiale una lapide in bronzo.[/cq_vc_profilepanel]



2017 - Fedeltà al primo sabato di agosto


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5 agosto 2017
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Carissimi amici della Cappellina della Madonna dei Ghiacciai,

vorrei esprimere “a caldo” la gioia profonda che porto nel cuore per la stupenda giornata che abbiamo vissuto insieme, complice un tempo altrettanto meraviglioso, e condividerla con chi, per vari motivi, non ha potuto essere presente fisicamente, ma con il cuore e la mente c’era!

Vi giunga il mio più sentito ringraziamento per la vostra presenza numerosa, cordiale e devota segno di affetto e fedeltà a questo momento così bello e significativo.

Permettetemi un grazie particolare a chi è partito da molto lontano per essere presente: la delegazione svizzera e quella del CAI di Fivizzano, in Toscana.

Un grazie anche ai sacerdoti presenti: don Ezio Caretti, parroco a Borgosesia, don Marco Cena parroco a Torino-Monterosa, don Michele Dosio prete torinese.

La semplice presenza ha un grande valore morale: dice tutto l’affetto, l’amicizia, l’amore che ci lega ai nostri cari e per i quali siamo disposti ancora oggi, per ricordarne la memoria, a non rinunciare ad esserci!

L’esserci dice anche quali legami profondi crea l’andare in montagna insieme: l’essere legati ad una stessa corda, avere una meta comune da raggiungere ci fa essere “legati” anche nella vita e condividere insieme esperienze, confidenze e progetti.

Da locandina avrebbe dovuto presiedere la celebrazione don Carlo Elgo, parroco di Alagna, come successore di don Giovanni Gnifetti, nel 150° anniversario della morte. Purtroppo martedì 1 agosto è mancata sua sorella Laura, di 86 anni, attiva nella parrocchia di Alagna sin dal 1979, quando cominciò ad aiutare don Carlo nella gestione della chiesa e come catechista. In sostituzione avrebbe dovuto esserci don Ugo Casalegno, parroco di Gressoney: la cappellina è sotto il territorio della sua parrocchia! Purtroppo non ha potuto essere presente. Entrambi mi hanno assicurato di unirsi a noi spiritualmente.

Purtroppo la giornata è stata caratterizzata, nella salita alla Cappellina, anche da due incidenti, per fortuna senza gravi conseguenze per la vita. Uno avvenuto alle “rocce Casati” dove Carlo, appartenente al gruppo del Cammino di luce di Pray, è scivolato per una decina di metri riportando delle abrasioni, la rottura di 6 costole ed una ferita al mento, suturata con alcuni punti. Trasportato in elicottero all’ospedale di Aosta dovrebbe essere dimesso in questi giorni.

L’altro avvenuto nel nevaio sottostante alla Gnifetti. La sig.ra Claudia Contessa, moglie di Bruno Taiana, che abbiamo ricordato nella S. Messa, è scivolata per il nevaio procurandosi semplicemente delle abrasioni ai gomiti. Medicata al Rifugio Mantova è rientrata a casa con le sue gambe, dispiaciutissima per non aver potuto partecipare alla celebrazione in cui abbiamo ricordato suo marito che sicuramente dall’alto l’ha protetta.

Mi sono informato direttamente per entrambi e posso informarvi che stanno riprendendosi bene.

Le conseguenze della caduta, per tutti e due, avrebbero potuto essere molto più gravi e ritengo che la Madonna dei Ghiacciai ci abbia messo la sua mano protettrice!

Il ricordo dei caduti è stato un momento veramente commovente e coinvolgente. Si è sentita molto viva la carica di emozioni che c’era nel cuore di ciascuno, soprattutto di parenti ed amici presenti e qualche lacrima è scivolata sul volto. I nostri cari ci sono, ci sono ancora, sono i nostri angeli custodi che dall’alto ci guardano, ci consolano e ci proteggono.

Il ritardo con cui abbiamo iniziato la celebrazione, per poter aspettare ancora tutte le persone che dovevano arrivare, non mi ha permesso di leggervi i messaggi di partecipazione che mi sono giunti da più parte. In particolare i messaggi di Mons. Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea che inaugurò la Cappella 50 anni fa (file audio), di Mons. Franco Lovignana, Vescovo di Aosta, di don Angel Fernandez Artime, Rettor Maggiore della Congregazione dei Salesiani e 10° successore di don Bosco, di don Enrico Stasi, superiore della Ispettoria Salesiana ICC, Piemonte-Valle d’Aosta e Lituania, a cui appartengo. Mi permetto di metterli come allegato per una vostra lettura-ascolto.

Il saluto del Rettor Maggiore   Il saluto dell’Ispettore Don Enrico Stasi

Il saluto del Vescovo d Aosta

Mons. Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea che inaugurò la Cappella 50 anni fa (file audio)

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Vi aggiungo anche due foto delle due targhe che sono state benedette nell’occasione:

–       150° anniversario della morte di don Giovanni Gnifetti benedetta al termine della S. Messa e posta nella Capanna Gnifetti

–       50° anniversario della Cappella della Madonna dei Ghiacciai, benedetta da Mons. Luigi Bettazzi, posta all’interno della Cappella e che potete ammirare nell’intestazione dell’articolo.

Un grazie particolare a tutti coloro che si sono resi disponibili per rendere questa giornata così bella; non faccio nomi di nessuno per paura di dimenticare qualcuno. Vi posso assicurare che sono tanti. Un grazie alle autorità presenti del CAI, del Soccorso alpino, della Guardia di Finanza.

Un grazie particolare al Sig. Giuliano Masoni e ad Erika, del Rifugio Gnifetti, per l’ospitalità ed il supporto tecnico che ci hanno riservato nei giorni dei lavori alla Cappellina.

Un grazie particolarissimo a Barbara Marini che è stata l’ideatrice e disegnatrice del logo del 50° e che ha eseguito i lavori di ritinteggiatura della porta interna ed esterna della Cappellina.”

Un grazie per la vostra generosità nelle offerte a nome dei caduti ricordati S. Messa.

Con piacere ho visto che la maglietta e l’adesivo stampati per l’occasione sono stati di vostro gradimento. Il ricavato andrà per le spese dei lavori di quest’anno, degli anni a venire e per un’offerta alle missioni. Chi fosse ancora interessato ad avere la maglietta e l’adesivo me lo faccia sapere vedremo di spedire il tutto.

Se qualcuno avesse piacere di inviarmi delle foto lo faccia pure, per email o utilizzando https://wetransfer.com/ .

Un’ultima notizia che riguarda il sottoscritto. Dopo sei anni stupendi trascorsi nell’opera salesiana di S. Benigno Canavese da settembre l’obbedienza mi ha destinato alla casa salesiana di Chatillon, in Valle d’Aosta, come direttore. Chiedo a tutti una preghiera per questo nuovo compito che mi è stato affidato dalla Congregazione.

I miei nuovi recapiti saranno:

Don Vincenzo Caccia

Istituto Don Bosco

Via Tornafol, 1

11024 Chatillon (AO)

Tel. 0166-560111

Cell. 3391934327

Email: vincenzo.caccia@31gennaio.net

L’appuntamento per il prossimo anno sarà Sabato 4 agosto 2018 nella speranza di ritrovarci tutti insieme di nuovo per pregare per i nostri cari.

Vi invito a diffondere l’email a color che sapete interessati o presenti all’iniziativa o farmi giungere i recapiti di persone da poter inerire nella mail list.

A tutti un caro saluto, un abbraccio fraterno ed una preghiera.

Il Signore vi benedica.

don Vincenzo Caccia
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50 anni di fedeltà

Cari amici e sostenitori della nostra amatissima Madonna dei Ghiacciai,

finalmente ci siamo. Ecco la locandina ufficiale della celebrazione del cinquantenario. La locandina è liberamente scaricabile e stampabile al fine di avere la migliore pubblicità per questo anniversario così speciale per tutti noi.

Scarica la locandina in HD (10MB)

 

Scarica la locandina in bassa definizione (1MB)


Auguri di una Santa Pasqua

Carissimi amici,

vi giungano i più cari auguri di una Santa Pasqua.

La gioia della Resurrezione possa riempire i vostri cuori

e lenire le vostre preoccupazioni.

 

Ci diamo appuntamento a sabato 5 agosto alla Cappellina della Madonna dei ghiacciai

per festeggiare i 50 anni di inaugurazione e ricordare ancora una volta i vostri cari

amici, parenti defunti.

 

A tutti giunga la benedizione del Signore unita ad un ricordo a Lui nella preghiera.

Un saluto cordiale e fraterno.

 

don Vincenzo Caccia