Foto Don Giuseppe

Don Giuseppe Capra, Salesiano, è stato uno dei più grandi esorcisti, è ritornato al Padre, che tanto amava il lunedì 2 dicembre 2013 a 80 anni; i funerali sono stati celebrati il mercoledì 4 dicembre 2013 ed ha presieduto la funzione il Vescovo di Mondovì, Mons. Luciano Pacomio.

Notizie storiche della vita di Don Giuseppe Capra trascritte sotto sua dettatura e quindi è come se fosse lui stesso, oggi, a presentarsi e a presentarcele.

«Sono nato a Bene Vagienna il  17 Agosto del 1933, mio padre si chiamava Giuseppe, la mamma Maria Giaccardi. La mia famiglia era composta da quattro fratelli maschi e sei sorelle. Un fratello, Natalino, è diventato sacerdote somasco e una sorella, Anna, suora di San Paolo con il nome di Suor Maria Josef.
Il papà lavorava la campagna, era un uomo austero, la prima guerra mondiale gli aveva modificato un po’ il carattere e nonostante questo era sereno, gioioso, godeva nel partecipare alle celebrazioni religiose, messa tutti i giorni. La mamma era molto dolce, lavoratrice instancabile, equilibrata, attenta alla  famiglia, educatrice ed accorta ai bisogni dei figli, muore purtroppo per un grave incidente quando facevo la seconda media e quindi la sorella più grande, soprattutto Maria,  e poi tutte le sorelle mi hanno fatto un po’ da mamma. La prima comunione l’ho fatta a Bene Vagienna, le scuole elementari fino alla 3a a Prà e poi a Bene Vagienna seguito da due sacerdoti piuttosto avanti nell’età ma disponibili e circondati da grande rispetto ed affetto.
Ho conosciuto i salesiani a Bene Vagienna, guidavano un collegio, in quell’ambiente sereno e di buon esempio sono nate diverse vocazioni sacerdotali e religiose,  e anche la mia è germinata grazie all’esempio della comunità salesiana, purtroppo il Rettor Maggiore, don Luigi Ricceri ha chiuso la casa. Ho fatto la prima media dai salesiani di Bene, un anno al seminario di Mondovì, terza media , quarta e quinta ginnasio a Chieri dai salesiani, ho fatto la domanda per entrare nel noviziato di Pinerolo con il maestro don Boffa, veramente una guida spirituale e un uomo santo e l’ho concluso con la prima professione il 16 agosto 1951, ho completato poi i miei studi liceali a Foglizzo dal 51 al 54, terminati i quali ho iniziato il tirocinio, cioè l’esperienza di impegno salesiano in mezzo ai ragazzi come assistente chierico, a Chatillon per due anni, 1954-56 un anno a Fossano 56/57 al Convitto civico.
Ho intrapreso gli studi teologici per tre anni a Bollengo 1957/60, ho dovuto sospendere per un anno la teologia per incomprensioni con i superiori, ho trascorso quindi un anno a Lombriasco come assistente ed insegnante ed ho concluso la teologia in esilio a Castellamare di Stabbia insieme a don Marchisio. Il 21 Marzo 1964 sono stato ordinato sacerdote, salesiano, assieme a mio fratello Natalino, somasco a Cherasco, dal vescovo Mons. Dadone di Fossano e ho iniziato la mia vita ministeriale e sacerdotale con gli impegni dati dall’obbedienza dei superiori, a Valsalice assistente e frequentando il corso di pastorale 1964/67, qui ho conosciuto don Aristide Vesco, ed ero presente alla terribile tragedia-disgrazia della montagna quando lui perse la vita, e per ricordarlo, con i ragazzi di Valsalice, abbiamo portato a termine la chiesetta della Madonnina dei ghiacciai sul Rosa con il dono della statua della Madonna da parte di Monsignor Montini, poi papa Paolo VI, quindi a Peveragno 67/72 prefetto ed insegnante, Cuneo convitto Economo 1972/77 e dal 1977/87  ad  Avigliana economo e attività pastorali.
A Valdocco dal 1987/2009 aiuto nella pastorale e fino al 2005 esorcista chiamato dal Card. Ballestrero, all’inizio ho trovato delle difficoltà in questo ministero nuovo per me, per cui ho frequentato padre Amorth, alcuni esorcisti in Italia e anche all’estero, e da allora mi sono creato una equipe di persone esperte e volontari nel campo della psicoterapia e psicologia, dottori, persone di buona volontà e ho cercato insieme a loro di aiutare le moltissime persone disturbate mediante gruppi di preghiere, messe di guarigione e gli esorcismi sotto la Basilica di Maria Ausiliatrice; ringrazio con riconoscenza tutte queste persone che hanno aiutato altre persone in difficoltà.
Poi per imperscrutabili disegni, l’obbedienza mi ha portato a Fossano dal 2009 dove ho continuato a seguire le  persone disturbate e in difficoltà.
Mi sono rimasti due crucci che non ho potuto risolvere in vita: a Valdocco nessuno ha continuato la mia opera di bene, di incontro e di preghiera e di aiuto alle tante persone disturbate, poi non ho trovato un salesiano disposto a seguire il sito e il giornalino della Madonnina dei ghiacciai e a organizzare i momenti di festa in agosto… spero nella Divina provvidenza e nell’ispettore…».

Caro don Giuseppe, noi ti abbiamo conosciuto solo in questi ultimi anni, in Comunità sei stato un esempio di fedeltà alla preghiera e alle pratiche di pietà, e quando ti ha colpito il male, la sopportazione del dolore cercando il più possibile di non recare disturbo per non apparire di peso.
Come Comunità salesiana e mia personale, grande gratitudine e un grazie sincero e dal profondo del cuore per la tua vita di salesiano esemplare, il Signore ti ricompenserà come sa fare lui.

                                                                       

I collaboratori che  hanno aiutato e seguito don Giuseppe, così lo ricordano:

Ti ringraziamo Signore per averci donato Don Giuseppe Capra, sacerdote salesiano:
Grazie per i suoi occhi fanciulli capaci si stupore e di entusiasmo.
Grazie per l’amore e l’obbedienza al Papa e alla chiesa che ci ha trasmesso.
Grazie per il suo sguardo fiducioso e tenero rivolto a Maria Ausiliatrice.
Grazie per la sua guida spirituale sempre attenta e presente nonostante la stanchezza dei lunghi e aspri combattimenti contro il maligno.
Grazie per il suo esempio di umile servizio e di ascolto dato ai tanto sofferenti.
Grazie perché abbiamo visto in lui, il pastore che prendendosi cura del suo gregge, ora lo precede,     ora vi sta nel mezzo, ora lo segue quasi a sospingerlo.
Grazie di avercelo donato, Signore: ora lo pensiamo salire al Cristo delle Vette e voltarsi a infonderci coraggio:   “Figli vi aspetto lassù “.

I tuoi collaboratori del gruppo di preghiera di Maria Ausiliatrice .

                                                                                 

Fra Massimo, esorcista a Torino così lo ricorda:

Fra Massimo                                                                                                                                                                    

MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE ESORCISTI

Ho appreso della dipartita del carissimo Don Giuseppe Capra, che ha
svolto con grande passione e ammirevole dedizione, per lunghi anni, il
ministero degli esorcismi.

Tutti gli esorcisti, che lo hanno conosciuto e stimato, grati per il
contributo che egli ha dato per la retta conoscenza di questo ministero
di liberazione, tra il clero e il popolo, si uniscono con l’affetto e la
preghiera ai suoi confratelli Salesiani e ai suoi familiari,
raccomandando la sua anima al Signore, perché lo ricompensi per la
carità con cui egli si è prodigato, sollevando dalla sofferenza tanti
fratelli e sorelle, bisognosi di liberazione dal potere del maligno, e
ridando speranza ai loro cuori affranti.

Molti sacerdoti lo ricordano negli incontri ai Convegni
dell’Associazione Internazionale Esorcisti, ai quali egli partecipava
ogni anno con vivo interesse e condividendo, con gli altri confratelli,
la sua esperienza del ministero pastorale dell’esorcismo. Oltre a
continuare ad aiutare tutti coloro che ha soccorso in vita, possa egli
ora, con la sua intercessione, sostenere anche la nostra Associazione,
di cui è stato fedele membro, affinché realizzi nella Chiesa gli scopi
per cui Dio l’ha suscitata, a beneficio di tanti fratelli e sorelle
sofferenti.

Accanto a Maria Ausiliatrice, di cui egli è stato figlio devoto, possa
ora contemplare il volto di Dio nella pace e nella gioia senza fine.

Padre Francesco Bamonte
Presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti

 

                                                                   

Non solo esorcista, ma anche amante della montagna

Don Giuseppe in Montagna

 

Amante della montagna e soprattutto del Monte Rosa; sempre al servizio dei più deboli.

Da giovane accompagnava i ragazzi con i suoi “pellegrinaggi” per la formazione dei loro caratteri, per avvicinarli a Colui che lui amava sopra ogni cosa, la sua vita era una preghiera continua, una lode al Creatore di tutte le bellezze della natura.

In seguito, quando fu incaricato del ministero di “esorcista” ha sempre continuato a fare pellegrinaggi alla sua “Madonna dei Ghiacciai” per aiutare tutte quelle persone, sofferenti spiritualmente, bisognose della sua presenza.

Sempre allegro, sempre disposto ad aiutare chi era nel bisogno. Col suo ministero aveva la possibilità, in estate, di passare parte del suo tempo nel confessionale in alta montagna.

Instancabile, malgrado la sua salute non proprio ottima.

Grazie, don Giuseppe: sei stato per tutti un grande dono di Dio!!!

                                                                             

Un ricordo non effimero
anche per gli umili pastori

Ho visto sorgere la “Madonna dei Ghiacciai” presso la capanna Gnifetti: un luogo dove le stigmate della storia alpinistica sono ancora vive.
Erano gli anni in cui il Rosa aveva avuto un notevole rilancio dalla provvida funivia di Punta Indren voluta dal compianto ingegner Rolandi, entusiasta benefattore d’altri tempi. Quando lo incontravo, mi accompagnava sempre fino alla stazione di arrivo illustrandomi nel dettaglio il panorama. Una sollecitudine didascalico-educatrice di cui gli sono tuttora grato poiché ha affinato la conoscenza della montagna. Quanti giovani, oggi, si fermano per assimilare la bellezza dello scenario che ci circonda?
Ricordo che la chiesetta della Gnifetti era stata annunciata con largo anticipo sui settimanali novaresi da don Luigi Ottone, rilevandone la necessità poiché a quei tempi, quasi ogni giorno, venivano celebrate le Messe dai sacerdoti-alpinisti che compivano delle ascensioni sul Rosa. I parroci di Gressoney e di Alagna avevano quindi appoggiato l’iniziativa dei Salesiani torinesi poiché avrebbe permesso una liturgia più decorosa ed edificante.
Con l’inaugurazione nell’agosto del 1967, l’appuntamento annuale alla Madonna dei Ghiacciai è diventato familiare. E lo è ancora, resistendo all’usura del tempo e dell’abitudine. Indice di un sentimento consolidato: in un mondo dove domina l’effimero è un segno di fedeltà e di affetto tutt’altro che formale.
A don Giuseppe Capra va il merito di avere tenuto alto il significato dell’incontro, modulandolo anche sul ricordo dei caduti sul Rosa, che costituisce il momento di maggiore commozione della cerimonia. Un segno e un’emozione che tocca tutti, credenti e non. La cerimonia non si limita alla commemorazione degli alpinisti, ma accomuna opportunamente nella memoria tutti i morti, compresi i frequentatori più umili e sconosciuti della montagna, ossia i lavoratori che, a causa di incidenti, vi hanno chiuso tragicamente l’esistenza terrena.
Così il loro ricordo diventa universale, senza distinzioni illusorie e senza retorica. Nel vero spirito della montagna.

Rev.do don Capra, grazie per tutto quello che ha fatto e soprattutto per la consolazione delle famiglie dei Caduti a cui Lei teneva tanto.

Teresio Valsesia

                                                                             

               

Il presidente del C.A.I. di Biella, Daniela Tomati così lo ricorda:

Presidente Cai di Biella                                                                             

 

Così lo ricorda il dott. Giorgio Salina, del C.A.I. di Varallo:
Il suo ricordo mi rimarrà sempre vivo ed indissolubilmente legato a quella Madonnina dei Ghiacciai, alla Gnifetti, che illuminò la sua vita di Sacerdote ed alpinista.
Giorgio Salina – Cai Varallo.

                                                           

I rappresentanti del Coro Genzianella Città di Biella:

Di Don Giuseppe Capra mi mancheranno e la voce e l’entusiasmo nella preparazione delle funzioni alle quali invitava a partecipare quasi contagiosamente. Non so se potrò partecipare alle esequie, tuttavia certamente il mio ricordo lo raggiungerà.
Vittorio Lanza con Bardone Roberto, Brovarone Riccardo e Feroggio Giovanni .

                                                                             

 

Benedizione della testa del Cristo delle Vette          nel 2007, dopo il restauro della statua

                                                                           

Cari amici, anche se attesa, la notizia mi ha colmato di dolore.
Ci assisterà dal Cielo, seguendoci sui comuni sentieri dei nostri monti.

                                                                         Teresio Valsesia

                                                                              

Ciao don Giuseppe, ti ringraziamo per tutto il bene che hai fatto, per la tua fede, per la tua serietà nel fare le cose, ma soprattutto per il tuo buon umore e per il tuo sorriso.

Ricordino di don G.

 Per informazioni:

Don Vincenzo Caccia

Scuole Professionali Salesiane
P.za Guglielmo da Volpiano, 2
10080 S. Benigno Canavese (TO)
Tel. ufficio: 011.9824300 – cell. 339.1934327

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